La polemica della Prima della Scala continua a far discutere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La polemica politica sulla Prima della Scala continua a far discutere, dopo il debutto del "Don Carlo" al teatro. L'opposizione, con il Partito Democratico in prima fila, protesta contro l'iniziativa della questura di Milano che ha identificato il 'loggionista' autore del grido "Viva l'Italia antifascista" durante la serata. "Continueremo a gridarlo, ovunque. Anche se non piace a Salvini", scrive il Partito democratico su X.

In risposta, il Pd ha lanciato una campagna social: "E adesso identificateci tutte e tutti". Da Alessandro Zan a Chiara Braga, a Peppe Provenzano, Debora Serracchiani, Arturo Scotto, Susanna Camusso, la campagna su “X” è per protestare contro l’identificazione del loggionista che ha gridato alla Scala.

Marco Vizzardelli, il loggionista in questione, ha 65 anni e frequenta la Scala da quando ne aveva nove. Giornalista, appassionato di lirica e naturalmente loggionista, ha dichiarato: “E’ stato un gesto istintivo, nulla di preparato. Anche se, da frequentatore della Scala, da giorni il mio disagio cresceva. Soprattutto pensando all’Inno nazionale con un presidente del Senato che ha il busto di Mussolini in casa”.

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