Sara Curtis e il nuoto azzurro scrivono la storia a Lublino
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Redazione Sport
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Gli Europei di nuoto in vasca corta di Lublino, conclusisi ieri, hanno consegnato al medagliere italiano un primato assoluto, quello di primo posto nel continente, un traguardo mai raggiunto in precedenza. Un successo collettivo, costruito non sul talento isolato di due o tre atleti ma su una squadra ampia e variegata, dove convivono esperienze e giovani promesse, distanziate da quasi due decadi di età ma unite dall'obiettivo. In questo quadro trionfale, che ha visto l'Italia dominare in varie specialità e staffette, spicca con forza la figura di Sara Curtis, la diciannovenne di Savigliano che, nonostante un malessere fisico sopraggiunto nella fase conclusiva della manifestazione, ha chiuso la sua rassegna con performance di altissimo livello.
L'exploit individuale della Curtis
Dopo aver già contribuito in modo decisivo al bottino delle staffette, con un oro mondiale nella 4x50 mista stile libero insieme a Leonardo Deplano, Lorenzo Zazzeri e Silvia Di Pietro, Sara Curtis ha mantenuto le sue promesse anche nelle gare individuali. Nell'ultima sessione di finali, la nuotatrice, seguita in Italia da Thomas Maggiora e negli Stati Uniti da Todd DeSorbo, ha dato il via alla serata in modo trionfale nei 50 metri dorso. Con una gara condotta in testa dalla partenza all'arrivo, non solo ha conquistato l'oro ma ha anche polverizzato il record europeo, scendendo a 25"49 e migliorando di oltre un decimo il precedente primato detenuto dall'olandese Kira Toussaint.
Un argento che vale doppio
L'impresa, di per sé straordinaria, assume contorni ancora più significativi se si considera che la nuotatrice, reduce da un attacco di febbre, ha poi disputato poco dopo anche la finale dei 50 stile libero, aggiudicandosi in quella occasione la medaglia d'argento. Una doppia fatica, quella tra dorso e stile libero, che richiede un adattamento tecnico notevole e una freschezza mentale non comune, soprattutto al termine di una competizione intensa come un campionato europeo. I suoi tempi, sempre di altissimo spessore, confermano una progressione tecnica costante e una capacità di esprimersi al massimo quando conta di più.
Il contesto di una squadra vincente
Il trionfo della Curtis, però, non sarebbe così luminoso senza il contesto di una squadra nazionale che ha performato a livelli eccellenti in quasi tutte le specialità in programma. Accanto ai suoi ori e argenti, infatti, si sono collocate altre affermazioni e podi, come il primo oro di Cerasuolo e i bronzi di Martinenghi e Lazzari, a testimoniare una profondità di rosa che pochi altri paesi possono vantare. Questo mix di conferme e nuove scoperte atletiche, distribuito su distanze e stili diversi, ha permesso all'Italia di accumulare un bottino di cinque ori e di primeggiare nel medagliere complessivo, superando nazioni tradizionalmente forti in vasca corta.
Il valore di un percorso
Il percorso di crescita di Sara Curtis, che oggi gareggia sotto le insegne dell'Esercito e del Cs Roero, rappresenta un caso emblematico di come il talento, quando supportato da un lavoro metodico e da un'organizzazione attenta, possa esplodere sui palcoscenici internazionali. La scelta di un doppio coordinamento tecnico, tra Italia e Stati Uniti, sembra averle fornito gli strumenti per affinare le sue doti naturali, portandola a risultati storici in giovane età. La sua prestazione a Lublino, coronata da un record europeo, non è quindi un punto d'arrivo ma piuttosto il segnale più evidente di una maturazione atletica in corso, inserita in un movimento nazionale che vive un momento di grande fermento e risultati.




