Crollano due palazzi a Fez: tra le macerie oltre venti vittime, si indaga sulle cause
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Redazione Esteri
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Nella notte di ieri, un duplice e fragoroso crollo ha squarciato il silenzio del quartiere Al Moustakbal, a Fez, dove due edifici residenziali di quattro piani sono improvvisamente venuti giù, seppellendo sotto una montagna di detriti e calcinacci le esistenze di chi, al loro interno, dormiva. I soccorritori, giunti sul luogo del disastro in tempi rapidissimi, hanno immediatamente dato avvio a operazioni di ricerca estremamente complesse, condotte in un'atmosfera di angosciante urgenza e, come riferito da più fonti, con mezzi non sempre adeguati alla portata della catastrofe.
La corsa contro il tempo dei soccorritori
All'alba, mentre i feriti – una parte dei quali in condizioni critiche – venivano trasportati d'urgenza nelle strutture ospedaliere cittadine, il bilancio provvisorio si è rivelato già pesantissimo, attestandosi su almeno ventidue decessi accertati. Le squadre di emergenza, assistite da numerosi volontari giunti sul posto, continuano a perlustrare il mare di macerie, scavando spesso con le sole mani laddove gli strumenti meccanici scarseggiano o non riescono a intervenire con la necessaria precisione, nella vana speranza di trovare ancora qualcuno in vita. L'area circostante, del resto, è stata completamente evacuata e le famiglie sfollate sono state alloggiate in zone sicure, mentre permane una comprensibile incertezza sul numero effettivo dei dispersi.
Un dramma che si ripete e le prime indagini
Quello di ieri non è, purtroppo, un evento isolato per la città marocchina, che già nel corso di quest'anno aveva registrato un altro crollo mortale, un precedente che inevitabilmente solleva interrogativi stringenti sulla sicurezza del patrimonio edilizio in alcuni quartieri. Le autorità competenti, per quanto impegnate nella gestione dell'emergenza umanitaria più immediata, hanno di fatto già avviato un'inchiesta per accertare le cause precise del cedimento strutturale, esaminando ogni possibile concausa, dai difetti di costruzione alle eventuali violazioni delle norme urbanistiche, passando per presunte negligenze nella manutenzione degli stabili.
La composizione delle vittime e la mobilitazione
Dagli accertamenti finora condotti – stando alle dichiarazioni dell'agenzia di stampa statale MAP – emerge che gli edifici ospitavano otto nuclei familiari, la cui quotidianità è stata tragicamente interrotta. Tra le macerie, si teme, potrebbero esserci anche dei bambini. Le stesse fonti hanno altresì precisato che, allo stato attuale delle ricerche, non risulterebbe coinvolto alcun cittadino straniero. La scena che si presenta oggi nel quartiere è desolante: un cumulo di ferro e cemento attorno al quale si aggirano, esausti ma determinati, operatori e volontari, mentre la città intera cerca di comprendere le ragioni di una perdita così ampia e improvvisa.




