Crollo a Fez: strage sotto le macerie di due palazzi
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Redazione Esteri
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La notte ha inghiottito due edifici di quattro piani nel quartiere al Moustakbal, zona di al Massira a Fez, travolgendo nel loro collasso, che è avvenuto in pochi secondi, le vite di chi vi abitava. L’agenzia di stampa ufficiale Map, prima fonte a diffondere la notizia, ha parlato di almeno diciannove vittime, un bilancio tragico che il passare delle ore rischia purtroppo di aggravare, mentre si contano altresì sedici feriti in condizioni spesso molto serie. Immagini e video, che hanno iniziato a circolare poco dopo l’alba, mostrano un paesaggio di distruzione: una montagna informe di cemento, travi e calcinacci attorno alla quale si affannano, in una corsa contro il tempo, le squadre di soccorso coadiuvate da molti civili.
Una corsa contro il tempo tra le macerie
Le operazioni di ricerca e recupero, come confermato dalle autorità locali, proseguono senza sosta, con gli uomini che scavano a mani nude o con attrezzi di fortuna nel tentativo di raggiungere eventuali superstiti ancora sepolti sotto il peso delle macerie. La concentrazione di persone, alcune delle quali presumibilmente intrappolate in piccoli spazi o vuoti creatisi nel crollo, rende il lavoro estremamente delicato e pericoloso. Si procede dunque con cautela, ascoltando ogni possibile rumore o richiamo, in uno scenario reso ancor più complesso dall’instabilità dei detriti accumulati, i quali potrebbero ulteriormente spostarsi. La gravità dell’accaduto, del resto, è testimoniata sia dall’entità numerica delle vittime, che non accenna a fermarsi, sia dalla mole di lavoro che attende i soccorritori, i quali devono setacciare metro dopo metro un’area considerevole.
Le dinamiche e il quartiere colpito
Sebbene le indagini sulle cause precise del cedimento strutturale siano appena agli inizi, e le autorità non abbiano ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali al riguardo, l’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza del patrimonio edilizio in alcune aree urbane del Marocco. Il quartiere al Moustakbal, teatro della sciagura, è una zona di periferia della città imperiale, un’area in cui, come accade in molte realtà simili, la crescita abitativa ha talvolta preceduto controlli rigorosi e una pianificazione urbanistica attenta. Il crollo di due interi fabbricati contigui, fatto che di per sé suggerisce una possibile correlazione tra le strutture o un'origine comune del cedimento, lascia presupporre fragilità profonde, sulle quali la magistratura, com’è prassi in questi casi, aprirà senza dubbio un’inchiesta per accertare le eventuali responsabilità, siano esse di natura tecnica, progettuale o manutentiva.
Il quadro delle vittime e la risposta delle autorità
Oltre ai diciannove morti accertati, il numero dei feriti gravi – sedici, secondo quanto riportato dall’agenzia Map – delinea un quadro di sofferenza che investe un’intera porzione di città, dove molti si conoscevano tra loro, legati dalla vita di quartiere. Le famiglie delle vittime e dei dispersi attendono notizie in un’angoscia crescente, mentre gli ospedali locali hanno mobilitato personale e risorse per far fronte all’emergenza. L’evento, uno dei più gravi del suo genere negli ultimi anni nel Paese, ha provocato un’ondata di costernazione ben oltre i confini di Fez, richiamando l’attenzione delle massime autorità nazionali, le quali hanno assicurato il massimo impegno nelle operazioni di soccorso e nella successiva fase di accertamento dei fatti. La solidarietà, in queste ore, si esprime nel lavoro instancabile di chi cerca nel ferro e nella polvere.




