Il Constellation di Crans Montana, gli affari dei coniugi Moretti e le ombre del passato
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Redazione Esteri
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La strategia imprenditoriale, che qualcuno potrebbe definire metodica, di Jacques Moretti e Jessica Maric si è delineata con chiarezza negli anni in Vallese. Prendere in affitto un locale, investire nella sua ristrutturazione, rilanciarne l’attività e infine acquisirne la piena proprietà: un percorso, questo, che ha caratterizzato la loro ascesa nel mondo della ristorazione elvetica, culminato con l’acquisto del "Le Constellation" a Crans Montana per una cifra superiore al milione e mezzo di franchi. Quell’acquisizione, tuttavia, ha posto le basi per la tragedia che si è consumata nella notte di Capodanno, evento dopo il quale la coppia si trova oggi indagata per omicidio colposo in seguito alla morte di quaranta persone. Le indagini della Procura del Vallese, concentrandosi sulle possibili responsabilità nella gestione della sicurezza del locale, stanno riportando alla luce anche il complesso reticolo di attività commerciali dei due, titolari al cinquanta per cento di quattro diverse società in territorio svizzero.
Le prime mosse in territorio elvetico
Il loro ingresso nel mercato risale al 2011, poco dopo il matrimonio celebrato in Corsica, quando i coniugi presero in gestione "Le Vieux Chalet" a Lens, località a pochi chilometri dalla più esclusiva Crans Montana. Quell’operazione, che rappresentò il primo passo di una penetrazione in ambienti considerati di élite, dimostrò fin da subito la loro propensione a inserirsi in circuiti selezionati, un modus operandi che avrebbero replicato successivamente con maggiore ambizione. L’attenzione per i dettagli gestionali e, apparentemente, per le opportunità di business non si è però tradotta, secondo gli investigatori, in un’eguale solerzia nell’applicazione delle norme di sicurezza antincendio, elemento cardine dell’inchiesta penale avviata dopo la strage.
Un precedente penale e una fuga sotto accusa
Il passato giudiziario di Jacques Moretti, peraltro, non è privo di ombre significative, avendo egli già scontato una pena detentiva, a metà degli anni Duemila, per reati quali truffa, rapimento e sequestro di persona; un curriculum al quale si aggiunge, in tempi più remoti, un coinvolgimento in un’indagine per sfruttamento della prostituzione. Scenario che si intreccia, nel presente, con un episodio emerso dalle riprese delle telecamere di sorveglianza durante l’incendio al "Le Constellation": Jessica Maric sarebbe stata immortalata mentre abbandonava il locale con la cassa sotto il braccio, un particolare che gli inquirenti stanno valutando non solo nel contesto della ricostruzione dei fatti, ma anche per un eventuale addebito di omissione di soccorso, aggravando ulteriormente la posizione della proprietaria.
L’inchiesta tra dinamiche commerciali e responsabilità
Il lavoro degli investigatori, pertanto, procede su un duplice binario, esaminando da un lato la condotta tenuta durante l’emergenza e, dall’altro, risalendo la storia imprenditoriale della coppia per verificarne la correttezza sotto ogni profilo. L’obiettivo è stabilire un nesso causale tra le scelte operate nella gestione del locale, comprese quelle finanziarie e strutturali, e le cause che hanno impedito una via di fuga sicura alle vittime. La proprietà di uno chalet con vista sul Cervino, simbolo di un successo economico raggiunto, finisce così per diventare un tassello di un quadro più ampio, dove gli aspetti legati alla cronaca nera si fondono con quelli giudiziari e finanziari, senza che vi sia spazio, al momento, per alcuna speculazione sulle conseguenze penali che potrebbero derivare.




