Moretti a Crans-Montana: ascesa, contanti e un passato ingombrante
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Redazione Esteri
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L’inchiesta sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, che costò la vita a cinque persone, ha finito per portare alla luce un percorso imprenditoriale opaco, il cui scintillio sembra oggi offuscato da precedenti penali e da una gestione finanziaria quantomeno atipica. La coppia al centro delle indagini, Jacques Moretti e Jessica Maric, titolari del locale Constellation dove si consumò l’incidente, aveva costruito in pochi anni un piccolo impero nel settore della ristorazione e della nightlife tra Svizzera e Francia, un’ascesa caratterizzata, come riferiscono gli atti, da acquisizioni immobiliari multimilionarie sempre saldate in contanti e senza il ricorso a mutui.
L'investimento nel cuore della pandemia
Proprio all’inizio della crisi sanitaria globale, nel marzo 2020, i Moretti posero la prima pietra del loro patrimonio immobiliare elvetico. Acquistarono infatti una casa di quasi trecento metri quadri a Lens, con annesso terreno edificabile, sborsando senza alcuna mediazione bancaria la somma di 820.000 franchi. Un’operazione, questa, che non passò inosservata agli investigatori, i quali, sollevando il tappeto di una prosperità apparentemente senza intoppi, hanno iniziato a interrogarsi sulla reale provenienza di capitali così ingenti e liquidi.
I precedenti e l'ambiente societario
Jacques Moretti, 49enne di origini corse, non è nuovo alle attenzioni della giustizia: un passato che include una condanna in Francia per sfruttamento della prostituzione, un precedente che ora pesa come un macigno nel contesto dell’indagine. Sua moglie, Jessica Maric, di dieci anni più giovane e cresciuta in Costa Azzurra, risulta comproprietaria al cinquanta per cento delle quattro società attraverso le quali la coppia gestisce i propri affari in Vallese. Un sistema imprenditoriale che, stando a quanto emerge, avrebbe beneficiato di controlli piuttosto labili almeno dal 2020 in poi, nonostante la natura degli investimenti e il profilo degli imprenditori.
Le critiche e il contesto di Crans-Montana
Alcuni osservatori, come l’avvocato di parte civile, hanno definito senza mezzi termini il gestore del Constellation un “personaggio losco”, esprimendo scetticismo sulla possibilità di un suo arresto in un ambiente, quello dell’esclusiva stazione sciistica, descritto come troppo chiuso e interconnesso. “Qui tutti giocano a golf insieme”, è stata la lapidaria considerazione che ha sottolineato un certo clima di omertà. Parallelamente, si è levata una riflessione più ampia, e per certi versi amara, sulla discrepanza tra la ferrea tutela della privacy in alcuni ambiti e la totale esposizione mediatica in altri, come accaduto per i minori coinvolti in altri casi di cronaca, i cui dettagli personali sono stati diffusi senza remore.
L’impero finanziato dal denaro contante
Il nodo centrale dell’indagine rimane comunque la ricostruzione del flusso finanziario. L’acquisto del locale Constellation, così come quello di altre proprietà di valore nella regione, sarebbe avvenuto interamente tramite pagamenti in contanti, secondo quanto sospettano gli inquirenti. Una modalità che, se da un lato ha permesso una rapida espansione, dall’altro ha inevitabilmente attirato i riflettori delle autorità investigative, le quali stanno ora setacciando ogni passaggio per accertare la legittimità di quelle risorse e per escludere il riciclaggio di capitali di dubbia provenienza.




