Il mercato delle due ruote accelera ad aprile 2026: scooter a 23% trascinano le immatricolazioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nonostante un contesto macroeconomico ancora segnato da tensioni geopolitiche – fattore che, va detto, rende complessa qualsiasi lettura lineare dei dati statistici – il comparto motociclistico italiano ha archiviato il quarto mese dell’anno con una performance decisamente positiva. Ad aprile 2026, le immatricolazioni di moto e scooter hanno raggiunto quota 44.359 veicoli, un volume che, tradotto in termini percentuali, restituisce un +14,82% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un dato, quest’ultimo, che acquista ulteriore peso se lo si confronta con il -5% registrato nell’aprile del 2025, quando la fine dell’omologazione Euro 5 aveva prodotto quei celebri rimbalzi tecnici con cui gli addetti ai lavori hanno dovuto fare i conti per gran parte della prima metà dello scorso anno.

Lo scooter come traino principe del mercato

A guidare questa rimonta ci pensa, senza troppi giri di parole, il segmento degli scooter. Le vendite, in questo specifico comparto, hanno fatto segnare un balzo del 23% su base annua, un incremento a doppia cifra che ha letteralmente trascinato l’intero settore. Le moto, invece – quelle che un tempo rappresentavano il cuore pulsante della passione per le due ruote – si sono limitate a un +3,6%. Un risultato, quello delle naked e delle sportive, comunque positivo se letto nella sua sostanziale tenuta, ma inevitabilmente messo in ombra dalla performance nettamente superiore degli scooter. Una fotografia, insomma, che racconta di un pubblico sempre più orientato verso la praticità urbana e la mobilità quotidiana, piuttosto che verso la dimensione più ludica o turistica del motociclismo tradizionale.

L’elettrico avanza, le minicar invece arretrano

Un capitolo a parte merita la trazione elettrica, che grazie al sistema degli incentivi statali – un meccanismo ancora attivo e, a quanto pare, efficace – ha saputo ritagliarsi uno spazio di crescita non trascurabile. Il dato, pur non raggiungendo i picchi volumetrici dei modelli a combustione interna, evidenzia una direzione di mercato che gli uffici stampa dei costruttori, come quello di Honda, non possono ignorare. In netta controtendenza, invece, il segmento delle minicar elettriche: qui il crollo è stato netto. Un tonfo che gli analisti di Ancma – l’associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori, parte del sistema Confindustria – preferiscono non commentare con facili entusiasmi, limitandosi a registrare il dato nudo e crudo.

I numeri di Ancma e le variabili in gioco

Secondo le rilevazioni diffuse dall’associazione di categoria, presieduta da Mariano Roman, il mercato delle due ruote a motore ha quindi archiviato il mese di aprile con una crescita complessiva vicina al 15%. Un risultato che, se da un lato conforta, dall’altro non va letto come un segnale di ripresa definitiva e lineare. A pesare, spiegano dalla stessa Ancma, sono ancora i cosiddetti “effetti trascinamento” della fine dell’omologazione Euro 5, oltre a un clima d’incertezza globale che difficilmente potrà essere neutralizzato nei prossimi mesi. Le prospettive, ha dichiarato il presidente Roman, restano strettamente legate all’evoluzione del contesto macroeconomico: la durata dell’attuale fase di turbolenza, insieme alle ricadute del costo dell’energia e dei carburanti, potrebbe alla lunga incidere sulla capacità di spesa dei consumatori. Un monito che, tradotto in parole povere, suona così: meglio non cantare vittoria troppo presto.

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