Stellantis, a dicembre l'Europa accelera con un 6,8% nelle immatricolazioni
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Redazione Economia
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Gli ultimi dati mensili diffusi dall'Acea, l'associazione dei costruttori europei, restituiscono un quadro del mercato automobilistico continentale contraddittorio, nel quale il gruppo Stellantis – nonostante un anno complessivamente in flessione – ha chiuso il mese di dicembre 2025 con un segno positivo di un certo rilievo. Le immatricolazioni nell'Unione Europea, secondo quanto comunicato dall'associazione, hanno infatti toccato quota 963mila unità, mostrando una crescita del 5,8% se confrontate con le 910mila dello stesso mese del 2024. Un dato che, inevitabilmente, ha influenzato anche le performance dei singoli costruttori, contribuendo a stemperare alcuni degli effetti più negativi registrati nei periodi precedenti.
Il trend mensile e il posizionamento di mercato
Proprio in questo contesto favorevole a livello generale, Stellantis – guidato dall'amministratore delegato Antonio Filosa – ha visto le proprie consegne salire a 119.148 vetture, un incremento del 6,8% su base annua che, seppur di misura, ha superato la media del mercato. Questo risultato, di per sé incoraggiante per la fine dell'anno, ha permesso al colosso nato dalla fusione di Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot di consolidare una quota di mercato del 12,4% nell'Unione Europea a dicembre. Un elemento, quest'ultimo, che dimostra come la capacità competitiva del gruppo, pur in un panorama ancora incerto, non sia venuta meno del tutto.
Il bilancio annuale tra luci e ombre
Quando però si allarga lo sguardo all'intero esercizio 2025, la fotografia si fa più sfumata e i contorni meno netti. Se da un lato, come ha evidenziato l'Acea, il mercato UE nel suo complesso ha segnato una crescita annua dell'1,8% nelle vendite, Stellantis – secondo altre analisi che includono un perimetro geografico più ampio, comprendente anche i Paesi dell'Efta e il Regno Unito – ha chiuso l'anno con un calo delle immatricolazioni del 3,9%, attestandosi a 1,892 milioni di veicoli. Una flessione che ha comportato una lieve erosione della quota di mercato, scesa al 14,3%. Nonostante questo dato complessivo in contrazione, che riflette le difficoltà incontrate in alcuni mercati chiave come quello italiano – definito per l'occasione un vero e proprio *annus horribilis* con sole 213mila vetture vendute –, il gruppo si è comunque piazzato al secondo posto tra i costruttori operanti in Europa, alle spalle del solo Volkswagen, se si considerano le vendite complessive di auto e veicoli commerciali, con oltre 2,4 milioni di unità immatricolate e una quota del 16%.
Il contesto di una ripresa ancora incerta
Quello che emerge, pertanto, è un panorama europeo in lenta ripresa, dove i segnali positivi del singolo mese non bastano a cancellare le incertezze di un intero anno. La performance di dicembre di Stellantis, se da una parte può essere letta come un segnale di resilienza e di capacità reattiva, dall'altra non deve far dimenticare le sfide strutturali che il settore e il gruppo stesso si trovano ad affrontare. La differenza tra i dati mensili ristretti all'UE e quelli annuali su un'area più vasta sottolinea, del resto, quanto le dinamiche siano sensibili ai confini geografici considerati e quanto i risultati possano variare in base ai diversi metodi di rilevazione, un aspetto, quest'ultimo, che gli osservatori tengono sempre in considerazione quando analizzano i numeri del comparto automotive.




