Firenze, Porta Romana e Porta al Prato si illuminano di lilla per i disturbi alimentari
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Redazione Interno
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Il capoluogo toscano si appresta a tingersi di lilla, e lo farà in corrispondenza di due dei suoi varchi monumentali più significativi, vale a dire Porta Romana e Porta al Prato, per aderire a un’iniziativa di sensibilizzazione che ormai da anni cerca di squarciare il velo di omertà e incomprensione che avvolge i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. L’accensione simbolica, prevista per domenica 15 marzo, cade infatti in coincidenza con la quindicesima edizione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, ricorrenza che affonda le proprie radici in una storia familiare drammatica e che, con il passare degli anni, ha assunto una rilevanza capillare su tutto il territorio nazionale, mobilitando amministrazioni comunali, associazioni e strutture sanitarie. Non si tratta, è bene sottolinearlo, di un semplice gesto coreografico, bensì del tentativo di tenere alta l’attenzione su patologie che, come certificano i dati più recenti, hanno subito un’impennata preoccupante, dilagando soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione e coinvolgendo in maniera sempre più significativa anche il mondo maschile e quello dell’infanzia, con esordi che si registrano talvolta già attorno agli otto o nove anni di età.
L’escalation dei numeri e il significato di una ricorrenza
Se si analizzano le statistiche relative alla diffusione di questi disturbi, emerge un quadro in netto peggioramento rispetto anche solo a due decenni fa: si è passati, infatti, da circa trecentomila persone interessate all’inizio del nuovo millennio a una cifra che oggi sfora abbondantemente i tre milioni di individui, i quali convivono con patologie come l’anoressia, la bulimia o il binge eating. Un’escalation che gli addetti ai lavori, tra i quali la professoressa Laura Dalla Ragione, direttore della Rete regionale Umbria per i disturbi della nutrizione e punto di riferimento nazionale della materia, non esitano a definire allarmante, anche alla luce dell’abbassamento dell’età media di insorgenza e della complessità delle cure, le quali richiedono un approccio multidisciplinare che integri competenze psichiatriche, psicologiche, internistiche e nutrizionali. Proprio per rispondere a questa emergenza silenziosa, che rappresenta una delle principali cause di morte tra gli adolescenti dopo gli incidenti stradali, la Giornata del Fiocchetto Lilla continua a rappresentare un appuntamento fondamentale per rompere lo stigma e spingere le istituzioni a potenziare i servizi sul territorio.
La genesi di questa giornata, come anticipato, è strettamente personale e va ricercata nella vicenda di Stefano Tavilla, un padre che ha perso la figlia Giulia all’età di soli diciassette anni. La ragazza, genovese, lottava da tempo contro la bulimia e si trovava in lista d’attesa per essere presa in carico da una struttura specializzata quando, il 15 marzo del 2011, un arresto cardiocircolatorio la stroncò. Da quel dramma, e dalla volontà di impedire che altre famiglie potessero vivere lo stesso dolore, nacque l’idea di istituire una giornata di riflessione e di sensibilizzazione: il primo evento si tenne a Genova già nel 2012, per poi espandersi anno dopo anno fino al riconoscimento ufficiale da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, avvenuto nel 2018, che ha sancito l’ingresso della ricorrenza nel calendario civile del Paese. Il fiocchetto lilla, simbolo cromatico della lotta ai disturbi del comportamento alimentare, affonda le sue radici in una tradizione americana lunga oltre trent’anni e fu adottato con convinzione da Tavilla e dall’associazione da lui fondata, "Mi Nutro di Vita", per dare un volto e un colore a una battaglia di civiltà.
Il confronto scientifico a Cremona e le iniziative parallele
Parallelamente all’illuminazione delle porte fiorentine, il mondo degli specialisti e dei volontari si è dato appuntamento a Cremona, dove sabato 14 marzo si è tenuto il convegno nazionale dal Titolo "Il In Scena", giunto alla sua quarta edizione e organizzato da Spazio Iris, Nutrimente e dalla Fondazione Bianca Maria Corno, con la collaborazione di ASST Cremona e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’evento, che ha visto una partecipazione massiccia con duecento persone presenti fisicamente nel Campus Santa Monica e altri quattrocento collegati da remoto, ha voluto approfondire le molteplici declinazioni del rapporto tra corporeità e disagio psichico, analizzando il tema da prospettive cliniche, culturali e sociali. L’incontro, ad accesso gratuito, ha rappresentato un’occasione preziosa per aggiornare i professionisti sanitari sulle ultime evidenze scientifiche e per offrire a studenti e cittadini la possibilità di confrontarsi con esperti provenienti da tutta Italia, in un’ottica di prevenzione e di formazione che non può più essere rimandata.
Non solo Firenze e Cremona, però: l’onda lilla ha attraversato l’intera penisola, coinvolgendo centinaia di comuni e associazioni. A Pisa, per esempio, l’associazione "La Vita Oltre Lo Specchio" ha promosso per sabato 14 marzo un’iniziativa dal titolo "I nostri riflessi migliori" in Piazza dei Cavalieri, incentrata sulla percezione distorta del proprio e sul ruolo fondamentale che lo specchio, spesso nemico per chi soffre di questi mali, può invece giocare in un percorso terapeutico guidato. E ancora, Ivrea ha ospitato un momento di informazione in biblioteca dedicato alle famiglie, mentre a Parma persino un’azienda del settore alimentare come Barilla ha aderito simbolicamente illuminando di lilla la propria sede, a testimonianza di quanto il tema del rapporto con il cibo attraversi trasversalmente l’intera società, chiamando in causa responsabilità collettive e individuali che vanno al di là della mera sfera clinica. Iniziative, queste, che dimostrano come la rete di solidarietà attorno ai disturbi alimentari si stia facendo sempre più fitta e ramificata, cercando di raggiungere chi soffre in ogni angolo del Paese.




