L’Ue pronta ai negoziati commerciali con gli Stati Uniti, ma tiene pronte le ritorsioni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre si avvicina la scadenza del primo agosto, fissata da Trump per l’entrata in vigore dei nuovi dazi, l’Unione Europea conferma la sua disponibilità al dialogo ma non esclude misure di ritorsione qualora i colloqui con Washington dovessero fallire. Il ministro delle Finanze tedesco ha ribadito che l’Ue è pronta a reagire in assenza di un accordo equilibrato, sottolineando come Berlino sostenga l’adozione di contromisure rapide se gli Stati Uniti non proporranno condizioni reciprocamente vantaggiose.

"Tutto ciò che vogliamo è una soluzione negoziata", ha dichiarato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, riferendosi alla decisione di Trump di posticipare l’applicazione delle tariffe aggiuntive. "Il rinvio ci dà più tempo, ma dobbiamo evitare un’ulteriore escalation". Le tensioni commerciali, che hanno attraversato una tregua di 90 giorni tra marce indietro e nuove minacce, rimangono appese alle mosse imprevedibili della Casa Bianca. Trump ha già inviato alle principali economie avversarie lettere dal tono ultimativo, imponendo dazi del 10% sui Paesi allineati ai Brics e del 25% su Giappone e Corea del Sud.

Marco Buti, intervistato da Huffpost, ha lanciato un monito: "L’Ue rischia di cadere in una trappola se punta a un accordo di massima entro il 9 luglio". Secondo l’ex direttore generale della Commissione, Trump "non cerca un compromesso, ma la resa degli interlocutori", mentre Bruxelles finirebbe per considerare vincolante un’intesa che per Washington sarebbe solo provvisoria. La debolezza negoziale dell’Europa, aggravata da divisioni interne, rischia di lasciare il Vecchio Continente in una posizione svantaggiata.

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