Allarme bomba alle Cupole di San Giuliano, il centro riapre dopo i controlli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’allarme bomba alle Cupole di San Giuliano si è concluso con la riapertura del centro commerciale dopo le verifiche che hanno escluso la presenza di esplosivi. Alle 22, quattro ore dopo lo sgombero, è arrivata la conferma dell’esito negativo dei controlli effettuati da carabinieri, artificieri, vigili del fuoco e polizia locale. La giornata era iniziata con l’evacuazione della struttura, che ha coinvolto circa 200 persone tra clienti e lavoratori, dopo una mail anonima ricevuta dalle direzioni con l’oggetto “leggere urgentemente”.

L’allarme bomba alle Cupole di San Giuliano rientra in un episodio più ampio che ha coinvolto sei centri commerciali del Milanese, tutti destinatari della stessa comunicazione. Nel messaggio, il mittente sosteneva di aver piazzato diversi ordigni nelle strutture e dichiarava di voler causare il maggior numero possibile di vittime, chiedendo anche di parlare con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per motivi precauzionali, le strutture sono state evacuate e sottoposte a controlli prima della riapertura, senza che venisse trovata alcuna traccia di materiale esplosivo.

Le verifiche dopo la mail anonima nei centri commerciali

I controlli hanno riguardato le Cupole di San Giuliano Milanese e gli altri centri commerciali indicati nell’allarme ricevuto nel pomeriggio intorno alle 17. Tra le strutture evacuate figuravano l’outlet Scalo Milano di Locate di Triulzi, il Fiordaliso di Rozzano, il Bonola di via Quarenghi a Milano, il Carosello di Carugate e l’Acquario di Vignate. L’intervento delle forze impegnate nelle verifiche ha seguito le procedure previste per una situazione considerata potenzialmente pericolosa, con l’obiettivo di controllare gli ambienti prima di consentire il ritorno delle persone.

Il falso allarme bomba nei centri commerciali del Milanese ha quindi portato a un’evacuazione coordinata di più strutture nella stessa giornata, ma gli accertamenti non hanno rilevato ordigni. L’episodio ha mostrato come una comunicazione anonima contenente minacce possa attivare immediatamente i protocolli di emergenza quando riguarda luoghi frequentati da molte persone. Le procedure sono state applicate sulla base del principio della massima precauzione, che prevede interventi anche in presenza di una minaccia non ancora verificata.

Le ipotesi degli investigatori sulla rivendicazione

Nelle indagini sull’allarme bomba simultaneo resta al vaglio anche l’ipotesi di una ripicca verso un privato oppure quella di uno scherzo di cattivo gusto. Gli investigatori hanno individuato la titolare dell’utenza cellulare riportata in chiaro nella lettera di rivendicazione collegata alla mail anonima. Il telefono e il contenuto della comunicazione sono elementi seguiti dagli inquirenti per ricostruire l’origine del messaggio che ha fatto scattare l’evacuazione dei sei centri commerciali.

L’episodio avvenuto in provincia di Milano il 5 agosto ha riportato l’attenzione sul funzionamento dei protocolli di sicurezza in presenza di minacce rivolte a edifici con molte persone al loro interno. Una mail anonima con riferimenti a possibili esplosioni e alla volontà di provocare vittime è stata sufficiente per avviare gli interventi di emergenza, con gli operatori impegnati nelle ispezioni delle strutture coinvolte. Dopo le verifiche, le Cupole di San Giuliano hanno potuto riaprire, così come gli altri centri commerciali controllati.

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