Svolta di Kennedy Jr.: sostegno ai vaccini per i bambini, scoppia la polemica

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Robert F. Kennedy Jr., Segretario alla Salute degli Stati Uniti, ha annunciato un’inversione di rotta rispetto alle sue posizioni passate, dichiarandosi a favore della vaccinazione dei bambini per contrastare l’epidemia di morbillo che sta colpendo il Texas. Una decisione che, sebbene motivata da dati allarmanti, ha scatenato reazioni furiose tra i sostenitori del movimento No Vax, che lo accusano di aver “venduto l’anima al diavolo”. Kennedy, noto per il suo scetticismo verso i vaccini e per averli paragonati, in passato, a un “olocausto”, ha dovuto fare i conti con una realtà che sta mettendo in ginocchio intere aree del Paese: 150 casi accertati e due decessi solo nel Texas, con focolai che si stanno estendendo anche in stati come il New Mexico, il Kentucky e il New Jersey.

L’infettivologo sardo Antonio Pintus, da tempo impegnato nella sensibilizzazione sui temi della sanità attraverso i social, ha commentato la svolta di Kennedy definendola un “miracolo”. “Alla fine anche lui, che ha sempre demonizzato i vaccini, ha dovuto riconoscere la loro importanza”, ha dichiarato Pintus, sottolineando come l’epidemia di morbillo abbia costretto persino uno dei più ferventi critici delle vaccinazioni a rivedere le proprie posizioni. Un cambiamento che, però, non è stato accolto con favore da tutti. Nei gruppi online e sui canali Telegram vicini al movimento No Vax, la delusione è stata immediata e carica di rabbia, con molti che hanno accusato Kennedy di tradimento.

L’epidemia di morbillo, che sta preoccupando non solo gli Stati Uniti ma anche l’Italia, rappresenta un campanello d’allarme per un fenomeno più ampio: il ritorno di malattie che si credevano ormai debellate, favorito dal diffondersi di teorie anti-scientifiche e dalla crescente esitazione vaccinale. Negli anni ’50 e ’60, il morbillo era considerato una malattia inevitabile, che colpiva quasi tutti i bambini, con esiti che potevano variare da una semplice settimana di febbre a complicanze gravi o addirittura fatali. Oggi, grazie ai vaccini, quella realtà sembrava un lontano ricordo, ma l’aumento dei casi negli Stati Uniti e in Europa dimostra come il rifiuto delle vaccinazioni stia riportando indietro l’orologio della medicina.

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