Papa Francesco è morto, il pontefice aveva 88 anni
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Redazione Interno
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La notizia della scomparsa di Papa Francesco, spentosi all’età di 88 anni, ha scosso non solo la Chiesa cattolica ma il mondo intero, lasciando un vuoto profondo in chi ne ha seguito il pontificato, caratterizzato da una costante attenzione agli ultimi e da un linguaggio diretto, capace di parlare tanto ai credenti quanto a chi credeva di essergli lontano.
«Quando il 18 maggio, dopo giorni di maltempo, è arrivato a Verona, commentai che aveva portato il sole», ha ricordato Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, sottolineando come quel sole abbia illuminato, in realtà, un’epoca intera. Un’epoca segnata da parole forti, spesso scomode, ma sempre rivolte a chi era ai margini, a chi faticava a trovare spazio nelle pieghe di una società sempre più divisa.
Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha parlato di un uomo che «si è donato fino alla fine», invitando al silenzio e alla preghiera. «Abbiamo rispettato la sua fragilità», ha aggiunto, riferendosi agli ultimi mesi in cui il pontefice, visibilmente provato, aveva ridotto gli impegni pubblici senza però rinunciare a quel dialogo con il mondo che lo ha reso un punto di riferimento unico.
Tra i tanti legami spirituali che hanno segnato il suo cammino, spicca quello con la Madonna delle Lacrime di Siracusa, meta di un pellegrinaggio carico di significato. Così come indelebili restano le visite nelle Marche, terre ferite dal sisma del 2016, dove la sua presenza è stata un abbraccio concreto a chi aveva perso tutto. Ad Arquata, a Loreto, a Camerino, le sue parole non sono mai suonate come un rituale, ma come una mano tesa verso chi cercava, nella fede o semplicemente nella solidarietà umana, la forza per ricominciare.
Quello che lascia è un messaggio che va oltre i confini della religione: la convinzione che nessuno debba essere lasciato indietro, che la dignità non sia un privilegio ma un diritto. E mentre le reazioni si susseguono – dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che lo ha definito «il Papa del popolo», al ministro Antonio Tajani, che ne ha ricordato l’amicizia con l’Italia – resta l’immagine di un uomo che, nella sua semplicità, ha cambiato il modo di guardare alla Chiesa e al suo ruolo nel mondo.




