Morte Fakir Bologna, spunta video di un fermo una settimana prima
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Un secondo video. Di una settimana fa. Mostra anch'esso un fermo compiuto dalla polizia di Bologna con metodi, definiti dagli stessi ambienti delle forze dell'ordine, "decisi". Ma soprattutto uno degli agenti che compaiono in questo ulteriore filmato è lo stesso coinvolto nell'operazione che ha portato alla morte del 43enne marocchino Abderrahim Fakir. Gli inquirenti sono a conoscenza del video e lo hanno visionato. (Il Fatto Quotidiano)
Se ne è parlato anche su altre testate
Tutte violente, rivolte alle forze dell’ordine, tranne quella che riempie una facciata esterna della sede del Comune: “Fakir vive”, seguita, non a caso, da un insulto contro la polizia. Scritte, troppe, su muri e vetrate. (Il Resto del Carlino)
Sulla morte di Abderrahim Fakir e sulle tensioni che ne sono seguite a Bologna interviene Giorgia Meloni. (Sky TG24)
Non era un numero, non era una notizia, non era un caso di cronaca: era una persona amata e qualcuno ha deciso di portarcelo via. Era mio zio. (Corriere della Sera)

Il riferimento è alla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, un trattato internazionale firmato a Roma nel 1950 dal Consiglio d'Europa. “Voglio essere molto chiara - dice sull’intervento della polizia - non sono consentite quelle manovre. (la Repubblica)
Manganellate, getti d'acqua con l'idrante, lanci di bottiglie e pietre, bombe di carta, lacrimogeni, incendio di due auto, barricate fatte con le mobike, l'urlo assassini assassini. La nottata di Bologna è stata tutto questo, difficile, lunga e pericolosa (èTV Rete 7)
La decisione di convocare una manifestazione a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir? “Noi l’abbiamo giudicata subito una scelta irresponsabile, non solo per le conseguenze che erano immaginabili, purtroppo è accaduto quello che ci si aspettava, devastazioni e feriti”, ma soprattutto perché si trattava di “una manifestazione di sfiducia nei confronti dell’apparato della pubblica sicurezza e della Magistratura che ha il dovere e il compito di indagare in questa situazione“. (sap-nazionale.org)




