Maserati lascia Mirafiori: produzione a Modena, ma a Grugliasco 380 lavoratori rischiano il posto
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Redazione Economia
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La Maserati, storico marchio automobilistico nato a Bologna nel 1914 e celebre per le sue vetture di lusso dalle linee sportive, ha ufficializzato un cambiamento radicale nella sua filiera produttiva. GranTurismo e GranCabrio, due dei suoi modelli più iconici, non verranno più assemblati nello stabilimento di Mirafiori, ma torneranno a Modena, nello storico sito di viale Ciro Menotti. Una mossa che, se da un lato riporta la produzione nel cuore della Motor Valley, dall’altro lascia dietro di sé una scia di incertezza per i lavoratori coinvolti nell’indotto.
A pagare il prezzo più alto è lo stabilimento Lear di Grugliasco, specializzato nella produzione di sedili e legato alla filiera Maserati. Qui, 380 dipendenti si trovano oggi in un limbo occupazionale, con gli ammortizzatori sociali in scadenza a fine anno e nessun piano di reindustrializzazione all’orizzonte. Quello che preoccupa i sindacati è il silenzio degli investitori: alcuni soggetti che avevano mostrato interesse per un subentro si sono defilati, mentre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono stati cancellati gli ultimi incontri dedicati al futuro del sito.




