id Software perde 136 dipendenti, la riorganizzazione Xbox taglia la metà del team di Doom

id Software perde 136 dipendenti, la riorganizzazione Xbox taglia la metà del team di Doom
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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Le voci che da giorni circolavano negli ambienti di settore, alimentate da indiscrezioni e post sui social network, hanno trovato una conferma che lascia poco spazio a interpretazioni alternative. Il documento ufficiale depositato in Texas ai sensi del Worker Adjustment and Retraining Notification Act, meglio noto come WARN notice, certifica che la riorganizzazione in corso presso la divisione gaming di Microsoft ha colpito con estrema durezza id Software.

Lo storico studio, celebre per aver dato vita a pietre miliari del videogioco come Doom, Quake e Wolfenstein, si trova a dover fare i conti con un taglio di personale che, stando ai numeri, appare senza precedenti nella sua storia ultra trentennale.

Numeri e dettagli del taglio

Il report, citato da testate specializzate come Game Developer, indica che su un totale di 158 lavoratori di ZeniMax Media licenziati in Texas, ben 136 appartenevano proprio a id Software. La maggior parte di queste uscite, 96 per la precisione, riguarda la sede di Richardson, mentre i restanti 40 dipendenti colpiti lavoravano in remoto facendo capo allo stesso ufficio. I rimanenti 22 licenziamenti, all'interno di questo stesso documento, hanno interessato invece la sede di Bethesda Game Studios ad Austin.

Si tratta di numeri che, se rapportati alla dimensione stimata del team, che contava circa 185 persone alla fine del 2025, configurano una riduzione di organico prossima al 50%, se non superiore. Fonti anonime citate da Game Developer avevano inizialmente parlato di oltre 90 impiegati coinvolti, una stima che i dati ufficiali hanno finito per superare.

Impatto sulle competenze tecniche

A rendere la situazione ancora più complessa, e a destare maggiore preoccupazione tra gli osservatori, è la qualità delle figure che sarebbero state messe alla porta. Secondo quanto riportato da ex dipendenti e manager del settore, i licenziamenti non si sarebbero limitati a ruoli amministrativi o di supporto, ma avrebbero colpito in modo trasversale l'intero sviluppo. A dare il via alle ricostruzioni era stato l'ex project lead di Bethesda, Jeff Gardiner, che su X aveva parlato di circa 95 persone tagliate, inclusa la maggior parte dei programmatori.

Una circostanza, questa, che mette in seria discussione il futuro del motore grafico proprietario id Tech, da sempre considerato un fiore all'occhiello dell'azienda e uno dei tool tecnologicamente più avanzati per lo sviluppo di sparatutto in prima persona. La perdita di un capitale umano così specializzato appare, agli occhi di molti, come un colpo difficilmente riparabile per la capacità innovativa dello studio.

Il contesto della riorganizzazione Xbox

Questo intervento radicale su id Software si inserisce in un piano di ristrutturazione molto più ampio, annunciato da Xbox CEO Asha Sharma in una nota interna ai dipendenti. L'obiettivo dichiarato è quello di ridurre l'organico del settore gaming di circa 3.200 unità entro la fine dell'anno fiscale 2027, con i primi 1.600 licenziamenti già effettuati a luglio.

Nella stessa comunicazione, Sharma aveva definito la situazione del business Xbox "non sana", sottolineando come i margini operativi fossero da tre a dieci volte inferiori rispetto a quelli di aziende comparabili. Questa stretta, che mira a un "reset" della divisione, ha portato anche alla cessione o alla separazione di diversi studi first-party, come Double Fine, Compulsion Games, Ninja Theory e Undead Labs, segnalando un cambio di rotta epocale nelle strategie di Microsoft sul mercato dei videogiochi.

La situazione interna e le reazioni

La drammaticità della situazione è stata confermata indirettamente anche dalle reazioni sui social network, dove diversi ex dipendenti di id Software hanno raccontato la loro esperienza. Tra questi, Michael Maynard, che ha parlato di licenziamenti che hanno travolto designer, artisti, specialisti audio e livellisti. Persino John Romero, co-fondatore storico dello studio, ha espresso solidarietà ai colleghi colpiti.

La tempistica, poi, ha reso il tutto ancora più amaro per il team di sviluppo: i tagli sono arrivati lo stesso giorno in cui lo studio ha pubblicato il corposo DLC "Revelations" per il suo ultimo capitolo, Doom: The Dark Ages, uscito nel 2025. Una coincidenza che ha aggiunto un ulteriore strato di frustrazione a un momento già di per sé difficile per l'intera comunità di sviluppatori.

Sebbene la strategia di Bethesda sembri orientata a concentrarsi sui franchise più forti, tra cui Doom e Quake, le modalità con cui si sta procedendo lasciano aperti numerosi interrogativi sul futuro di uno degli studi più importanti e influenti della storia dell'industria videoludica.

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