Il nuovo libro di Papa Leone XIV: "Disarmata e disarmante", un appello contro il riarmo globale
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Redazione Esteri
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“La Chiesa pone umilmente oggi all’attenzione di tutti una domanda: la specie umana deve continuare ad abitare la Terra?”. Con questa domanda, che riecheggia come un monito senza precedenti, Papa Leone XIV apre il suo testo inedito che introduce il nuovo volume “Disarmata e disarmante. La pace è un dono”.
Da oggi, 21 luglio, nelle librerie italiane con il marchio della Libreria Editrice Vaticana, a cura del giornalista Alessandro Banfi, il libro rappresenta la prima antologia che raccoglie organicamente gli interventi del Pontefice sul tema della pace dal giorno della sua elezione, avvenuta l’8 maggio 2025. Un'opera di 192 pagine dal costo di 16 euro che si propone di tracciare il solco di un pontificato già fortemente caratterizzato da una chiara posizione contro la guerra e il proliferare dei conflitti.
Un appello contro la “corsa agli armamenti”
La riflessione di Papa Leone XIV si inserisce in un contesto internazionale drammaticamente segnato dalla guerra: nel suo scritto, il Pontefice ricorda come oggi ben 103 Stati siano coinvolti in qualche maniera in un conflitto armato sul pianeta. Il Papa non si limita a descrivere lo scenario bellico, ma denuncia quella che definisce una pericolosa “corsa agli armamenti” che, dopo anni di de-escalation nucleare, sta nuovamente atterrendo il mondo.
In particolare, scrive che nell’era atomica “l’affermazione della verità deve farsi strada: non sono le armi atomiche che generano la pace, ma il disarmo”. Il Pontefice avverte che la combinazione del dominio cibernetico con il riarmo globale rende la questione della sopravvivenza umana più attuale che mai, chiedendosi se la specie umana abbia ancora un futuro su questa Terra.
Da Bob Dylan a Stanislav Petrov: le citazioni del Papa
In questo suo nuovo lavoro, Leone XIV sorprende anche per le citazioni scelte, che mescolano la cultura popolare alla memoria storica. Il Papa cita il cantautore e poeta Bob Dylan, che in una composizione del 1963, "Go Away You Bomb", si rivolgeva figurativamente alla Bomba atomica scrivendo: "Ti odio perché ti ha fatto l’uomo e l’uomo ti possiede e l’uomo ti maneggia".
Un riferimento inedito per un testo papale, che testimonia la sensibilità culturale di un Pontefice attento ai linguaggi contemporanei, come sottolineato anche dal curatore del volume. Accanto a Dylan, il Papa richiama la storia dell’ufficiale sovietico Stanislav Petrov che, il 26 settembre 1983, evitò una possibile guerra atomica globale: contravvenendo agli ordini, Petrov decise di non segnalare un presunto attacco missilistico americano, rivelatosi poi un errore del sistema satellitare.
Leone XIV commenta questo gesto con una frase destinata a restare: “la coscienza di un singolo uomo può valere il mondo intero”.
La pace come responsabilità quotidiana
Ma l’appello del Papa non si ferma alla denuncia geopolitica, bensì scende nel profondo del quotidiano, ribadendo che la pace è una responsabilità che inizia da ciascuno. Citando Sant’Agostino, Leone XIV esorta a “cambiare i tempi” vivendo bene, perché “non possiamo chiedere la pace ai potenti del mondo se non cominciamo a viverla noi, a partire dai nostri rapporti quotidiani”. La guerra, secondo il Pontefice, non è solo quella combattuta dai potenti, ma nasce nei cuori di ciascuno quando si cede al risentimento e alla vendetta.
Nell’antologia, il Papa esalta figure di testimoni della pace, da Giorgio La Pira a Dorothy Day, fino al beato Floribert Bwana Chui, come esempi di una non-violenza attiva che ha segnato la storia. Il libro si presenta così come una sorta di manuale spirituale per il nostro tempo, un invito a superare la logica dell’odio attraverso la verità e il dialogo.
Un’antologia per un pontificato
Curato da Alessandro Banfi, il volume è stato definito dal curatore stesso come un’opera che raccoglie “le




