Medicina, 54 mila iscritti al semestre filtro: la riforma Bernini non convince i giovani medici

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono 54.313 gli aspiranti camici bianchi che hanno formalizzato l’iscrizione al nuovo semestre propedeutico di Medicina e Chirurgia, parte della riforma voluta dalla ministra Anna Maria Bernini. Un dato che, seppur consistente, smentisce le attese di un boom di adesioni dopo l’abolizione del test d’ingresso tradizionale. A questi si aggiungono 6.039 iscritti a Veterinaria e 4.473 a Odontoiatria, per un totale di 64.825 studenti coinvolti nel cosiddetto "semestre filtro", che da quest’anno rappresenta la prima tappa obbligata per accedere ai corsi a numero chiuso.

Il meccanismo, definito «un percorso a ostacoli» dai rappresentanti dei giovani medici, prevede tre mesi di lezioni propedeutiche – erogate principalmente online, con qualche eccezione in modalità mista – al termine dei quali gli studenti affronteranno tre prove a dicembre. Solo chi le supererà potrà proseguire gli studi. Un sistema che, secondo il governo, dovrebbe garantire maggiore equità, ma che già mostra criticità strutturali: la carenza di aule e docenti, per esempio, ha imposto il ricorso massiccio alla didattica a distanza, sollevando dubbi sull’efficacia della preparazione.

«Siete parte di un cambiamento importante», ha dichiarato la ministra Bernini, rivolta ai neoiscritti. Ma le associazioni di categoria replicano: «Nessun boom, nessuna rivoluzione». Il numero degli aspiranti medici, del resto, è in linea con le tendenze degli ultimi anni, segno che la riforma non ha influito sulla scelta di intraprendere questa carriera. Resta da capire, invece, quanti riusciranno a superare la selezione: le stime parlano di un tasso di passaggio del 50%, che lascerebbe fuori migliaia di studenti.

Intanto, mentre le università si organizzano per avviare le lezioni, il dibattito si sposta sulla qualità della formazione. Se il vecchio test – spesso accusato di favorire chi poteva permettersi costosi corsi privati – è stato abolito, il nuovo sistema rischia di creare disparità altrettanto profonde. Chi ha accesso a connessioni stabili e dispositivi adeguati, infatti, sarà avvantaggiato nella fase online, mentre altri potrebbero trovarsi in difficoltà. Senza contare che, per molti, l’obbligo di iscriversi contemporaneamente a un altro corso affine rappresenta un ulteriore ostacolo logistico ed economico.

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