Il Diavolo veste Prada 2: la redazione di Runway apre (fisicamente) in Rinascente a Milano

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è chi lo aspetta da quasi vent’anni, chi invece lo scoprirà solo ora, magari attirato dal ronzio mediatico che accompagna ogni grande evento cinematografico. E proprio per accogliere questa seconda ondata di fan, ma anche per coccolare i primi, Milano ha deciso di alzare il sipario in anteprima. Dal 14 aprile fino al 4 maggio, il piano terra della Rinascente in Piazza Duomo – storicamente luogo di passaggio più che di sosta – si trasforma nella redazione di “Runway”, la testata fittizia che ha fatto da sfondo (e da campo di battaglia) al fenomeno cult del 2006. Non si tratta di una semplice vetrina pubblicitaria, bensì di un vero e proprio “takeover” che occupa oltre cinquecento metri quadri, pensato per restituire l’atmosfera claustrofobica e glamour del film originale.

Ad accogliere i visitatori, prima ancora di varcare la soglia, ci pensano due sculture imponenti: décolleté rosse alte quasi quattro metri, realizzate in collaborazione con Stefano Seletti, il cui tacco a forcone sembra quasi voler trafiggere l’asfalto del centro. La scelta di posizionarle proprio all’ingresso non è casuale, visto che richiamano quel suono inconfondibile, il “ticchettio” che nella pellicola annunciava l’arrivo della temuta Miranda Priestly. Dentro, però, la magia si fa più intima. Scendendo al piano -1, ci si immerge in quella che viene definita una “esperienza immersiva”: una passerella rossa serpeggia tra la ricostruzione dell’ufficio della direttrice, il famoso “closet” (il guardaroba sterminato della rivista) e persino un set fotografico dove chiunque può diventare protagonista di una copertina.

Quando il cinema si fa retail, e viceversa

L’operazione, curata da 20th Century Studios in sinergia con i vertici del grande magazzino, rappresenta un modello avanzato di quella che gli addetti ai lavori chiamano “media company strategy”. In parole povere, lo store non è più solo un contenitore di merci, ma diventa esso stesso un canale narrativo, un set a cielo aperto pensato per generare contenuti sui social media tanto quanto per vendere. Lo dimostra la presenza, in un’area dedicata, di una capsule collection di t-shirt in edizione limitata. Vendute nella formula “blind box” (cioè a scatola chiusa, senza sapere quale frase cult si troverà all’interno), queste magliette riportano le battute più iconiche del primo capitolo, da “You have no style or sense of fashion” a quel “That’s all!” che chiuse la carriera della povera Andy.

Non mancano poi i cosiddetti brand partner, che popolano le vetrine e gli spazi esperienziali: da Samsung a Starbucks, passando per Dyson e Moët & Chandon, tutti presenti per sfruttare l’alone di desiderabilità che il film proietta ancora oggi. Milano, del resto, è la città ideale per questo tipo di contaminazione. Gran parte del sequel – che uscirà ufficialmente nelle sale italiane il 29 aprile – è stato girato proprio qui, tra le vie del centro, il lago di Como e alcuni palazzi storici come l’Istituto Lombardo. La capitale lombarda, insomma, ha prestato la sua luce al “Diavolo”, e ora il Diavolo restituisce il favore trasformando un angolo di Piazza Duomo in una piccola, caotica New York.

L’attesa per il sequel e il ritorno dei protagonisti

Se l’allestimento è già operativo, il calendario degli eventi prevede due date chiave. Il 20 aprile, da New York, andrà in scena la premiere mondiale; sarà trasmessa in diretta streaming su Disney+ a partire dalle 23:30, offrendo una passerella virtuale per chi non potrà essere al Lincoln Center. Tre giorni dopo, il 23 aprile, toccherà a Milano: un evento privato al settimo piano della Rinascente celebrerà l’arrivo del film con un party che chiuderà idealmente il cerchio di questo maxi-allestimento.

Sul grande schermo, il pubblico ritroverà Meryl Streep nei panni di quella Miranda Priestly che, a distanza di due decenni, sembra aver accumulato ancora più strati di cinismo e fragilità. Accanto a lei, Anne Hathaway (Andrea Sachs), Emily Blunt (Emily Charlton) e Stanley Tucci (Nigel) completano il quartetto storico, affiancati da new entry come Kenneth Branagh e Simone Ashley. Per chi, nel frattempo, non vede l’ora di calcare quel marmo lucidissimo, la Rinascente offre un assaggio tangibile: sedersi alla scrivania della direttrice, aprire un armadio stracolmo di creazioni firmate o semplicemente ascoltare il rumore dei propri tacchi che echeggiano nel vuoto. Dopo tutto, come recita una delle magliette in vendita, “Everybody wants to be us”.

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