Perplexity AI offre 34,5 miliardi per Chrome: la sfida a Google nel nome dell’intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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Mentre il mercato dell’AI vive una fase di competizione senza precedenti, Perplexity AI, startup specializzata nell’intelligenza artificiale, ha lanciato un’offerta non sollecitata da 34,5 miliardi di dollari per acquisire Chrome, il browser di Google. La cifra, interamente in contanti, supera di oltre il doppio la valutazione attuale dell’azienda e mira a garantirle il controllo di una piattaforma con oltre tre miliardi di utenti, considerata cruciale per dominare il futuro della ricerca online.
L’operazione, sebbene ambiziosa, appare in salita: Alphabet, holding che controlla Google, non ha mai manifestato intenzioni di cedere Chrome, pilastro del suo ecosistema digitale. Tuttavia, Perplexity – sostenuta da investitori del venture capital – sembra voler forzare la mano, puntando su un’acquisizione che le permetterebbe di scalzare Google nel settore dell’AI integrata alla navigazione. Una mossa che arriva nel pieno delle tensioni antitrust tra Big Tech e autorità regolatorie, con Google già sotto accusa per pratiche monopolistiche.
Pochi giorni fa, un altro episodio aveva scosso il mondo dell’intelligenza artificiale: Sam Altman, CEO di OpenAI, aveva sconfitto Grok 4, il modello di Elon Musk, in un torneo di scacchi tra AI con un punteggio schiacciante (4-0). Musk, dopo aver minimizzato il risultato, aveva rilanciato sul piano legale, coinvolgendo persino Apple, reduce dall’annuncio di un investimento da 100 miliardi per riportare negli Stati Uniti la produzione di dispositivi elettronici. Una decisione che aveva ottenuto l’approvazione di Donald Trump, tornato alla Casa Bianca con un’agenda economica protezionista.
Quella tra Perplexity e Google, però, è una partita a sé. Chrome, con il suo 65% di quota di mercato, rappresenta un asset strategico per chiunque voglia ridefinire gli standard della ricerca online. Se l’offerta dovesse concretizzarsi – ipotesi al momento remota – si tratterebbe di uno dei colpi di scena più significativi nel settore tech degli ultimi anni. Intanto, la startup ha già dimostrato di saper muoversi con aggressività, sfidando giganti consolidati in un mercato dove contano non solo la tecnologia, ma anche la capacità di raggiungere gli utenti.




