L'Italia accelera sul verde, ma il fotovoltaico frena: la contraddizione energetica del 2025

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l’Italia si prepara a superare la soglia del 55% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2035, secondo le proiezioni di GlobalData, il settore fotovoltaico registra un inatteso rallentamento, con cali che toccano picchi del 35% in Lombardia. Una contraddizione che emerge dai dati del primo semestre del 2025, analizzati da Italia Solare su base Gaudì-Terna, e che mette in luce le difficoltà di un percorso già segnato da ritardi strutturali.

La spinta verso le rinnovabili, trainata dalla Strategia Energetica Nazionale e dal Piano Integrato per l’Energia e il Clima, si scontra con una battuta d’arresto che ha numeri precisi: a livello nazionale, gli impianti connessi sono diminuiti del 33% rispetto al 2024, con una potenza erogata in calo del 16%. Un fenomeno che non risparmia neppure Cremona, dove i 18mila impianti attivi – per una capacità di 418 Megawatt – non bastano a compensare il trend negativo.

Se da un lato la dipendenza dalle importazioni di energia spinge verso un’accelerazione verde, dall’altro il mercato sembra risentire di strozzature burocratiche e di un calo degli investimenti, specie nel large utility scale, crollato del 48% nel secondo trimestre. Il residenziale, con un -23%, e il segmento commerciale-industriale (-31%) completano un quadro che, nonostante gli obiettivi ambiziosi, riflette una transizione ancora fragile.

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