Le gemelle Kessler e la geometria del varietà: un mito lungo novant'anni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il cabaret europeo, prima che loro facessero il loro ingresso, era un animale elegante ma prevedibile, un meccanismo ben oliato che girava su se stesso con una certa ritualità; dopo di loro, quelle stesse scene hanno imparato a conoscere la sincronia assoluta, una disciplina che rasentava la metafisica. Le Kessler portavano geometrie nei loro passi, trasformando il palcoscenico in un laboratorio di fisica dove ogni movimento era calcolato con la precisione di uno strumento di misura.

Camminavano come se il pavimento fosse un pentagramma e ogni passo una nota che non si poteva sbagliare, tanto che nel varietà televisivo la loro funzione era proprio quella di calibrare la musica e il ritmo, quasi fossero il metronomo umano dell'intera orchestra.

Un compleanno tra ricordi e amicizie illustri

Oggi, Alice ed Ellen Kessler avrebbero compiuto 90 anni, e il loro compleanno, per chi le ha amate, resta legato a doppio filo a un luogo e a un amico speciale. Le gemelle, nate a Nerchau, cittadina della Sassonia, il 20 agosto 1936, ricordavano in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera nel 2024 quale fosse stato il loro 20 agosto più bello: i compleanni passati a casa di Franco Zeffirelli, a Positano, dove trascorrevano ogni agosto.

"Era un grande amico", dicevano, e quelle parole racchiudono l'intensità di un legame che andava oltre il semplice rapporto professionale, un'affettuosa consuetudine che si ripeteva anno dopo anno. Figlie di Paul, ingegnere meccanico, ed Elsa Kessler, Alice ed Ellen iniziarono a studiare danza all'età di soli 6 anni, gettando le basi per una carriera che le avrebbe rese icone indiscusse dello spettacolo italiano.

L'ascesa nel varietà degli anni Sessanta

La loro parabola artistica, come ricordano le celebrazioni di Rai Cultura, si intreccia indissolubilmente con la storia della televisione italiana, in particolare con il decennio d'oro del varietà, gli anni Sessanta. Con le loro coreografie e le celebri sigle televisive, diventarono un'icona di quell'epoca, calpestando i palchi di trasmissioni che hanno fatto la storia del piccolo schermo come "Giardino d'inverno", "Studio Uno", "Canzonissima" e "Al Paradise".

Il merito di quella straordinaria sintonia artistica va in parte riconosciuto anche alla guida ferrea e pignola del regista Antonello Falqui, un uomo famoso per la sua maniacale attenzione ai dettagli, che le Kessler ripagarono con il loro talento e con una perfetta sincronicità che diventava sempre più affilata ad ogni prova.

L'accoppiata tra la regia di Falqui e le loro performance diede vita a numeri indimenticabili, sigle come "Pollo e champagne", "Da-da-un-pa", "La notte è piccola per noi" e "Quelli belli siamo noi", che ancora oggi risuonano nella memoria collettiva come veri e propri tormentoni ante litteram.

La celebrazione di Rai Storia e il ricordo indelebile

Per celebrare questo novantesimo anniversario dalla nascita, Rai Cultura ha deciso di omaggiare le due sorelle con lo speciale intitolato "Alice ed Ellen Kessler, quattro gambe e un'anima", in onda in prima visione giovedì 20 agosto alle 19.30 su Rai Storia. Un titolo, quello scelto per il documentario, che sintetizza perfettamente l'essenza del loro essere gemelle, non solo nel corpo ma anche nell'arte, un'unica anima che si muoveva specchiandosi in quattro gambe perfettamente sincronizzate.

Lo speciale ripercorre la loro carriera, dalla nascita nella cittadina tedesca di Nerchau, vicino Lipsia, fino agli apici del successo italiano, attraversando le tappe fondamentali che hanno segnato la loro vita professionale, senza tralasciare alcune curiosità che hanno impreziosito il loro percorso: come l'esperienza con le celebri Bluebell Girls o la comparsa sulla copertina di «Playboy» nel 1975, un evento che, all'epoca, testimoniava la loro capacità di rimanere al centro dell'attenzione mediatica anche oltre i confini del varietà tradizionale.

Un viaggio nella memoria che restituisce tutto il fascino di un'epoca in cui il cabaret si faceva arte pura, e loro ne erano le più straordinarie geometre.

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