Emergenza frane in provincia di Belluno: venti fronti aperti, risorse in esaurimento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La frana che ha investito l’Antelao e la Croda Marcora, minacciando la statale 51 di Alemagna, è solo l’ultimo capitolo di un’emergenza che nella provincia di Belluno conta ormai una ventina di fronti aperti, alcuni dei quali già classificati come urgenti. Se da un lato la Protezione Civile e gli enti locali cercano di tamponare le situazioni più critiche, dall’altro le risorse economiche e umane iniziano a scarseggiare, lasciando poco margine per interventi strutturali.

La Provincia, che ha recentemente approvato un debito fuori bilancio di oltre due milioni di euro per far fronte alla frana di Cancia del 15 giugno, si trova ora a dover gestire nuove criticità con fondi ormai esauriti. «La situazione penalizza l’intero territorio», ha sottolineato il presidente Roberto Padrin, respingendo ogni strumentalizzazione politica. «Mentre servirebbe unità di intenti, c’è chi preferisce sollevare polemiche», ha aggiunto, riferendosi alle discussioni che hanno mescolato polemiche sulla pista da bob di Cortina con l’emergenza sicurezza stradale.

Intanto, la riapertura temporanea della statale 51 – limitata alle ore diurne – non basta a placare le preoccupazioni. Le autorità hanno istituito un presidio notturno per impedire il transito abusivo di veicoli, un problema emerso anche nella notte dell’ultima frana. La velocità con cui il materiale detritico è sceso dalla Croda Marcora ha reso evidente quanto il rischio sia concreto, tanto che la Regione ha sollecitato fondi aggiuntivi al governo.

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