Siria, migliaia in piazza a Qamishli per l’accordo fra curdi e governo di Damasco
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Redazione Esteri
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Migliaia di persone si sono radunate nelle strade di Qamishli, nel nord-est della Siria, in una manifestazione di sostegno all’intesa, recentemente annunciata, tra il governo di Damasco e le Forze Democratiche Siriane. L’accordo, raggiunto dopo un’avanzata delle truppe governative nella regione, prevede una tregua immediata e un percorso, descritto come graduale, per l’integrazione dei combattenti curdi nelle strutture dello Stato. Nel quadro dell’intesa, le parti hanno concordato un ritiro dalle linee del fronte e il successivo dispiegamento di unità di sicurezza regolari nelle principali aree urbane, un passaggio che molti osservatori considerano cruciale per la futura stabilità di quell’area strategica.
Il plauso internazionale e la strada per la stabilità
All’annuncio del cessate il fuoco non è mancato, seppur con toni spesso misurati, il riconoscimento di diversi attori della scena globale. La Commissione di inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria ha espresso apprezzamento, auspicando che questo possa condurre a “una cessazione completa delle ostilità” e a una soluzione della crisi umanitaria che affligge il Paese. Anche l’Unione Europea, tramite il suo Servizio per l’azione esterna, ha rilasciato una nota in cui definisce fondamentale la stabilità della Siria nord-orientale per il successo di una transizione politica inclusiva, in grado di tutelare i diritti di tutti i gruppi presenti sul territorio.
Kobane, il simbolo che resiste
La storia recente di questa regione è segnata da episodi di straordinaria resistenza, che hanno contribuito a forgiare un’identità politica precisa. Quando, nel 2014, le milizie del sedicente Stato Islamico arrivarono alle porte di Kobane, la difesa eroica della città ne fece un simbolo paragonato da molti, anche nella propaganda autoctona, all’assedio di Stalingrado. Quel confronto, periferico ma durissimo, si trasformò nella battaglia emblematica della lotta al Califfato e, al contempo, nel mito fondativo del progetto di autonomia conosciuto come Rojava. La vittoria, arrivata a caro prezzo, conferì una legittimità internazionale alle forze curdo-siriane, dimostratesi allora l’unica entità in grado di contrastare efficacemente l’avanzata jihadista sul campo.
L’eco dell’accordo e le mobilitazioni solidali
La notizia dell’intesa ha trovato eco anche al di fuori dei confini mediorientali, risuonando in alcuni ambienti della sinistra radicale europea. In Italia, ad esempio, sono state registrate azioni di sostegno al Rojava, come l’esposizione di grandi striscioni con la scritta “Defend Rojava” in luoghi simbolici, azioni che spesso precedono la partecipazione a cortei nazionali dove le istanze di solidarietà internazionale si intrecciano con altre rivendicazioni di carattere politico e sociale. Queste mobilitazioni, seppur minoritarie, testimoniano come la questione curda siriana continui a suscitare attenzione e a mobilitare gruppi di attivisti in varie parti del mondo, che ne seguono gli sviluppi con viva partecipazione.




