Un caccia spagnolo abbatte un drone in Romania: la Nato sospetta la provenienza russa
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Redazione Esteri
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Un caccia F-18 dell’Aeronautica spagnola, impegnato nelle missioni di pattugliamento aereo della Nato, ha abbattuto un drone che nella notte aveva violato lo spazio aereo della Romania. Il velivolo senza pilota, entrato illegalmente dalla Moldavia, è stato intercettato e neutralizzato nelle prime ore della mattina, in un’operazione che riporta l’attenzione sulla crescente tensione lungo il fianco orientale dell’Alleanza Atlantica; i detriti del drone sono precipitati in un’area disabitata della regione di Galati, senza causare vittime o danni a strutture civili.
Il ministero della Difesa romeno ha comunicato che il drone è stato individuato dai sistemi radar di sorveglianza alle 4:44 ora locale, mentre attraversava il confine a circa 24 chilometri a nord della città di Galati, per essere poi ingaggiato dal caccia spagnolo, che ha ricevuto l’autorizzazione all’abbattimento dopo aver stabilito il contatto radar con il bersaglio: l’intercettazione è stata condotta alle 5:01 ora locale, con il velivolo che è stato distrutto in sicurezza.
La dinamica dell'incidente e il possibile coinvolgimento russo
La Romania, paese membro della Nato che condivide un confine terrestre di oltre 600 chilometri con l’Ucraina, si trova da tempo in una posizione di particolare esposizione alle conseguenze del conflitto, avendo registrato numerose violazioni del proprio spazio aereo da parte di droni.
L’operazione di questa notte è stata condotta da un F-18 spagnolo schierato presso la base aerea di Mihail Kogălniceanu, nell’ambito della missione Nato di Air Policing, e il ministero della Difesa di Bucarest ha specificato che i detriti del drone, precipitati in una zona tra le località di Baleni e Cudalbi, sono stati immediatamente messi in sicurezza.
Sebbene le autorità romene non abbiano attribuito ufficialmente la proprietà del velivolo, un portavoce del quartier generale militare della Nato, il colonnello dell’esercito statunitense Martin O'Donnell, ha dichiarato che, sulla base delle prime valutazioni, il drone sembra essere di origine russa, sebbene gli ulteriori dettagli relativi all'incidente rimangano oggetto di indagine.
L'escalation nella notte tra attacchi su Kiev e Mosca
L’incidente in Romania si inserisce in un contesto di violenti scontri che hanno interessato nella stessa notte anche le capitali di Ucraina e Russia, con un’escalation che ha visto il lancio di missili e massicce incursioni di droni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che i raid russi hanno causato almeno tre morti e 20 feriti, con due vittime a Kryvyi Rih e una nella regione di Sumy, mentre altri sei feriti sono stati registrati a Kiev e nella relativa regione: nell'ultima settimana, le forze russe avrebbero colpito 13 regioni ucraine con oltre 1.550 droni d'attacco, quasi 1.560 bombe aeree guidate e 62 missili. Parallelamente, il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha dichiarato che oltre 600 droni ucraini sono stati lanciati contro la capitale russa durante la notte, con la difesa aerea che ne ha distrutti più di 200; i servizi di emergenza sono al lavoro sui luoghi in cui sono caduti i detriti e almeno tre persone sono rimaste ferite.
La crescente tensione sul fianco orientale della Nato
Questo episodio rappresenta il quarto abbattimento di un drone in Romania dall’inizio dell’anno, segnando un’intensificazione delle incursioni che già a luglio avevano portato i piloti romeni a neutralizzare tre velivoli identificati come russi; l’incidente di oggi, tuttavia, è il primo in cui un caccia spagnolo, nell’ambito della missione Nato, si trova a ingaggiare e abbattere un bersaglio.
La Romania, che negli ultimi quattro anni ha denunciato ripetute violazioni del proprio spazio aereo, si conferma come uno dei paesi del fianco orientale più esposti, con gli alleati che continuano a garantire la sicurezza dello spazio aereo attraverso missioni di pattugliamento e intercettazione. L’operazione si è conclusa senza conseguenze per la popolazione civile, ma resta alta l’attenzione su un’area che, a ridosso del confine ucraino, vede ormai con regolarità il ripetersi di episodi che testimoniano la fragilità e la tensione del quadro di sicurezza regionale.
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