Lo strazio dei Poggi a 17 anni dal delitto di Garlasco: "Stasi è colpevole, su Sempio si indaga"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Rita e Giuseppe Poggi, mentre si preparano a deporre dieci rose bianche sulla tomba della figlia Chiara – che lunedì prossimo avrebbe compiuto 44 anni – ribadiscono con fermezza ciò che considerano una verità incontrovertibile: Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della ragazza, è l’unico responsabile. "Non riesco a immaginarla adulta, con una vita diversa da quella che le è stata strappata", confessa Rita, fissando una foto della ventiseenne uccisa nel 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia.

Le indagini, riaperte dalla Procura per esaminare tracce di Dna non analizzate e coinvolgere Andrea Sempio – amico dei Poggi, ora indagato in concorso –, hanno riacceso i riflettori su un caso che per i genitori non ha ombre. "Stasi è un condannato che tenta di ribaltare la sentenza", afferma Giuseppe, sottolineando come i ricorsi presentati dall’ex fidanzato di Chiara siano sempre falliti. La richiesta di incidente probatorio su Sempio, che frequentava casa Poggi, viene percepita come un’inutile forzatura: "Si costruiscono castelli su chi non c’entra, mentre il colpevole è già in carcere".

Sempio, dal canto suo, ha rotto il silenzio in un’intervista a Sky Tg24 dopo il prelievo coattivo di materiale biologico. "Ero loro ospite, è normale che ci siano mie tracce", ha spiegato, dichiarandosi estraneo al delitto e definendo "allucinante" l’ipotesi di un suo coinvolgimento. Le sue parole, però, non placano l’amarezza dei Poggi, che vedono nella riapertura delle indagini un rischio: "Si trasforma l’assassino in vittima".

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