Araghchi all’Onu, mentre l’Ue riprova a tessere la trama del nucleare iraniano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, interverrà oggi al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, come confermato da un portavoce dell’organismo. "Prenderà la parola di persona all’apertura della sessione pomeridiana", ha precisato la fonte, fissando l’orario alle 13. Poche ore prima, l’ambasciatore israeliano Daniel Meron incontrerà la stampa, in un contrappunto che riflette le tensioni mai sopite tra Teheran e lo Stato ebraico.

La diplomazia europea, intanto, prova a riannodare i fili di una partita che sembrava ormai relegata al passato: quella sul nucleare iraniano. A Ginevra, nei giorni scorsi, Araghchi ha incontrato i colleghi di Francia, Germania e Regno Unito, insieme ai rappresentanti dell’Ue. Sebbene i dettagli non siano stati resi pubblici, il ministro francese ha lasciato trapelare un cauto ottimismo: "L’Iran è disposto a riaprire il dialogo". Un segnale che arriva mentre Israele, dopo l’ultima escalation militare, continua a martellare l’asse Teheran-Damasco, e Teheran risponde con lanci di missili.

La situazione ricorda, per molti versi, quella di un decennio fa, quando l’Europa – allora capofila delle trattative – riuscì a mediare l’accordo sul nucleare poi smantellato da Donald Trump. Oggi, con Trump nuovamente alla Casa Bianca, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che "fermerà il programma atomico iraniano con o senza l’appoggio americano". Parole che suonano come un monito, mentre la Casa Bianca concede una finestra di due settimane per tentare una soluzione negoziata.

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