La volata infinita di Šencur: Ciccone chiede chiarezza sul fotofinish, l'Uec risponde

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C'è una linea sottile, quasi invisibile, che separa la vittoria dalla sconfitta. A Šenčur, in Slovenia, quella linea è stata attraversata da due ruote anteriori quasi contemporaneamente, in un lasso di tempo che i cronometri hanno fissato in 0,00028 secondi. Remco Evenepoel ha vinto il titolo europeo su strada, Giulio Ciccone ha perso. Ma a oltre ventiquattr'ore di distanza, la discussione non si è ancora spenta, e il corridore abruzzese ha rotto il silenzio con una richiesta precisa: vedere il fotofinish esatto sulla linea d'arrivo.

Il verdetto che ha diviso il ciclismo

La prova Elite maschile dei Campionati Europei di Lubiana si è decisa su un rettilineo finale che difficilmente verrà dimenticato. Evenepoel, favorito della vigilia, era caduto durante la discesa dalla salita di Možjanca, ma era riuscito a rientrare su Ciccone e a giocarsi la volata. Nel finale, l'italiano sembrava aver preso il sopravvento, uscendo dall'ultima curva in posizione ideale e guadagnando diversi metri di vantaggio. Poi il recupero del belga, il lancio della bicicletta sulla linea, e l'attesa snervante per il verdetto del fotofinish.

La giuria ha impiegato alcuni minuti prima di ufficializzare la vittoria di Evenepoel, un lasso di tempo che ha alimentato dubbi e polemiche.

Ciccone: "Vorrei vedere il frame sulla vera linea d'arrivo"

Sul proprio profilo Instagram, Ciccone ha spiegato di aver chiesto ai commissari e ai tecnici federali del funzionamento del sistema, ma di non essere ancora riuscito a conciliare il verdetto con le immagini disponibili. "Ho riguardato centinaia di volte le riprese, e nelle immagini in cui la linea d'arrivo è visibile continuo a vedere una dinamica che non riesco a conciliare con quel risultato", ha scritto l'azzurro. La richiesta non mette in discussione il valore di Evenepoel, né la regolarità della gara: "Non sto chiedendo che una ripresa televisiva sostituisca il fotofinish.

Sto chiedendo di vedere il fotofinish corrispondente esattamente alla reale linea d'arrivo".

Il riferimento è alle distorsioni che le immagini del fotofinish possono presentare, un aspetto tecnico che ha generato confusione anche tra gli addetti ai lavori. Nelle ore successive alla corsa, sono circolate sui social immagini nelle quali Ciccone appariva deformato, quasi seduto su una bicicletta in miniatura, un effetto che ha alimentato l'idea di un possibile errore nella determinazione dell'ordine d'arrivo.

La spiegazione tecnica dell'Uec

L'Union Européenne de Cyclisme ha diffuso una nota nella quale chiarisce il funzionamento del sistema utilizzato a Lubiana, l'EtherLynx Vision PRO X, che registra la linea d'arrivo circa tredicimila volte al secondo. Il punto centrale della spiegazione è che il fotofinish non è una fotografia tradizionale: l'immagine finale è composta dalla successione cronologica delle registrazioni effettuate sulla linea, e per questo motivo l'asse orizzontale rappresenta il tempo e non lo spazio.

È da questa caratteristica che derivano le deformazioni apparenti di ruote, biciclette e corridori, distorsioni che secondo la federazione europea non hanno alcuna incidenza sulla precisione del risultato.

La Uec ha inoltre precisato che nel ciclismo il punto di riferimento è la parte più avanzata della ruota anteriore, la tangente, nel momento in cui attraversa la linea d'arrivo. Per la prova Elite maschile erano in funzione due sistemi indipendenti di fotofinish, che hanno prodotto due immagini separate utilizzate per la verifica del risultato. La federazione ha concluso il comunicato annunciando che non rilascerà ulteriori dichiarazioni sull'argomento.

Il quadro tattico della gara e il bronzo di Scaroni

La corsa slovena, 196,3 chilometri con partenza a Lubiana e cinque passaggi sulla salita di Možjanca, ha visto la selezione decisiva a circa trentasei chilometri dall'arrivo, quando Ciccone ha attaccato e solo Evenepoel è riuscito a seguirlo. La caduta del belga nella discesa successiva ha momentaneamente riaperto i giochi, ma il rientro del corridore della Red Bull-Bora Hansgrohe ha ricomposto la fuga a due.

Dietro di loro, Christian Scaroni ha centrato il terzo posto con un attacco a quattordici chilometri dal traguardo, arrivando a cinquantanove secondi dai primi e regalando all'Italia una doppietta sul podio.

Il commissario tecnico Roberto Amadio, intervenuto nella serata di giovedì al salotto Fantacycling, ha spiegato le scelte tattiche della nazionale: "Avere Scaroni come primo inseguitore ci ha permesso di non far tirare Ciccone, su mio suggerimento". Il ct ha aggiunto che l'abruzzese era dispiaciuto dopo l'Europeo, ma che la federazione si è accertata della regolarità del fotofinish.

Un 2026 di piazzamenti per Ciccone

Il secondo posto di Šenčur si inserisce in una stagione nella quale Ciccone ha raccolto molto meno di quanto ha seminato. Il corridore della Lidl-Trek ha vinto la maglia di miglior scalatore al Giro d'Italia e ha chiuso al nono posto il Mondiale di Montréal, dove è stato protagonista fino agli ultimi chilometri. In precedenza aveva sfiorato il successo alla Liegi e aveva centrato il terzo posto al Giro di Lombardia 2024, in entrambi i casi preceduto solo da Tadej Pogačar e Remco Evenepoel.

La costante di questi piazzamenti è che, nelle gare di un giorno più dure, Ciccone ha dimostrato di potersi giocare il confronto con i migliori. Il fotofinish di Šenčur resterà come il capitolo più amaro di questa stagione, ma anche come la conferma di una condizione atletica che lo ha portato a essere, per due millimetri, il secondo uomo d'Europa.

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