Ferrari e il rebus dell’ala anteriore: la direttiva FIA che potrebbe cambiare le carte in tavola
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Redazione Sport
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La nuova direttiva tecnica sulla flessibilità delle ali anteriori, annunciata dalla FIA prima dell’inizio della stagione, è entrata in vigore in occasione del Gran Premio di Spagna, aggiungendo un ulteriore tassello al complesso puzzle aerodinamico della Formula 1. L’obiettivo dichiarato è quello di limitare i vantaggi ottenuti sfruttando le interpretazioni più marginali del regolamento, un terreno su cui molte squadre – complice un regolamento ormai prossimo alla scadenza – hanno lavorato per massimizzare il carico aerodinamico senza oltrepassare formalmente i limiti.
Tra i team che potrebbero risentire del cambiamento, la Ferrari ha attirato particolare attenzione. La SF-25, infatti, è stata spesso indicata come una vettura che trae beneficio dalla flessibilità dell’ala anteriore, sebbene Toto Wolff, team principal della Mercedes, abbia recentemente definito le rosse "più conservative" in questo ambito, smorzando l’ipotesi che il nuovo regolamento possa ribaltare gli equilibri. "Non credo che la direttiva sarà così rivoluzionaria da cambiare la gerarchia", ha precisato, pur ammettendo che ogni piccolo dettaglio può fare la differenza in una stagione così equilibrata.
Dall’altra parte, McLaren e Mercedes sembrano già pronte. A Imola, durante le prime libere, entrambe le squadre hanno testato configurazioni più rigide, anticipando l’adeguamento ora reso obbligatorio. Lando Norris ha raccolto dati preziosi già nelle prove emiliane, dimostrando come alcuni team abbiano preferito adattarsi in anticipo piuttosto che rischiare sanzioni o perdite di prestazioni all’ultimo momento.




