Roma compra oltre mille case da Enasarco per l'edilizia pubblica
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Redazione Interno
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La Capitale, che si avvia a superare la soglia dei millecinquecento alloggi acquisiti per l'edilizia residenziale pubblica, ha firmato il rogito per la prima parte di un'operazione senza precedenti. Con un investimento di cinquantatré milioni, il Comune è divenuto proprietario di trecentotrentasei immobili ceduti dalla Fondazione Enasarco, l'ente di previdenza degli agenti di commercio, i quali saranno destinati a far scorrere le graduatorie e a ridurre il divario tra domanda e offerta di alloggi popolari. Una parte di essi, come è noto, si trova in zone che vanno da San Basilio a Pisana. La procedura, la cui conclusione è prevista per i primi mesi del prossimo anno, permetterà di finalizzare l'acquisto dei restanti settecentodue alloggi, portando il numero totale a milletrentotto.
Un investimento da duecentocinquanta milioni l'operazione complessiva, il cui valore è stimato in oltre duecentocinquanta milioni di euro, costituisce la più ampia acquisizione di case popolari effettuata da un'amministrazione cittadina italiana negli ultimi decenni. La seconda tranche di immobili, la cui firma del rogito è calendarizzata nel corso del duemilaventisei, completerà un disegno volto a rafforzare in modo strutturale il patrimonio immobiliare sociale del Comune. Gli alloggi, una volta assegnati, contribuiranno ad alleviare una situazione di emergenza abitativa che da anni caratterizza la città, offrendo una soluzione concreta a molte famiglie in attesa.
La cessione come strategia di welfare la Fondazione Enasarco, dal canto suo, ha proceduto alla cessione di un consistente portafoglio immobiliare, un'azione che rientra in una più ampia strategia di gestione patrimoniale e di consolidamento dei propri conti. Tale mossa, oltre a garantire solidità all'ente previdenziale, ha permesso di avviare una significativa collaborazione con l'amministrazione capitolina, trasformando asset immobiliari in un diretto sostegno al welfare locale. La transazione, pertanto, si configura come un'occasione vantaggiosa per entrambe le parti coinvolte, poiché da un lato consente all'ente di ottimizzare le proprie risorse, dall'altro fornisce al Comune uno strumento immediato per affrontare una criticità sociale.




