Addio ad Alberto Bertone, fondatore dell'impero Sant'Anna
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Redazione Interno
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Nella notte di venerdì 11 novembre, si è spento all'età di cinquantanove anni Alberto Bertone, la mente imprenditoriale che, partendo da una sorgente alpina, ha forgiato il marchio Sant'Anna in un simbolo riconosciuto del Made in Italy. La notizia del suo decesso è stata diffusa, come si legge in una nota, "con immenso dolore" dai familiari, insieme ai dipendenti e a tutti i collaboratori di quell'azienda che egli stesso aveva fondato nel 1996 e della quale ricopriva il duplice ruolo di presidente e amministratore delegato. La sua scomparsa, giunta in modo prematuro, priva il tessuto produttivo nazionale di una figura che, con tenacia e lungimiranza, seppe costruire un'icona nel settore delle acque minerali.
La visione di un imprenditore coraggioso
Bertone, che la nota aziendale definisce "imprenditore visionario e coraggioso", riuscì a coniugare un'innata capacità d'innovazione con un'attenzione del tutto particolare per le persone, elementi che gli permisero di ergersi a punto di riferimento non soltanto nel suo specifico ambito ma per l'economia in senso lato. Sotto la sua guida, infatti, Fonti di Vinadio S.p.A. conobbe una crescita straordinaria, trasformando il progetto originario in un'operazione industriale di primo piano, fino a conquistare la leadership del mercato italiano delle acque minerali. Un percorso, il suo, che dimostra come sia possibile sfidare colossi consolidati puntando sulla qualità intrinseca di un prodotto e su una strategia di marketing sapiente.
Le origini di un successo familiare
La genesi di questa storia imprenditoriale affonda le radici nel 1995, quando Giuseppe Bertone, padre di Alberto, identificò nella località di Vinadio, in provincia di Cuneo, la sorgente Rebruant. Questa fonte, situata a un'altitudine di quasi duemila metri sulle Alpi Marittime, offriva un'acqua dalla purezza incontaminata e dalla leggerezza tale da non necessitare di alcun trattamento chimico o fisico prima dell'imbottigliamento. In un'epoca in cui il settore era saldamente in mano a grandi multinazionali e la concorrenza si faceva sentire con forza, riducendo i margini di profitto, la famiglia Bertone decise comunque di investire risorse e ambizioni in quella scommessa apparentemente azzardata.
L'eredità di un marchio globale
A Alberto, che di quell'intuizione seppe cogliere il potenziale trasformativo, fu affidato il compito di sviluppare il progetto, portando alla nascita ufficiale del brand Sant'Anna l'anno successivo. La sua capacità di trasformare un'acqua di montagna in un prodotto di largo consumo, associando al marchio valori di sostenibilità e benessere, è stata la chiave di volta per un'espansione che ha valicato i confini nazionali. Oggi, quel nome evoca non semplicemente una bevanda, bensì una delle narrazioni imprenditoriali più emblematiche del Nord Italia, un esempio di come il legame con un territorio possa generare un successo internazionale.




