Telethon: la terapia genica per la sindrome di Wiskott-Aldrich ottiene il via libera della Fda

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un risultato storico, che segna un primato assoluto nel panorama scientifico internazionale, è stato raggiunto dalla Fondazione Telethon con l’approvazione da parte della Food and Drug Administration americana per la terapia genica contro la sindrome di Wiskott-Aldrich. Il farmaco, denominato Waskyra, rappresenta il primo caso al mondo in cui un ente no profit, avendo interamente condotto in house l’attività di ricerca e sviluppo, ottiene l’autorizzazione a distribuire un trattamento di terapia genica nel mercato degli Stati Uniti, un traguardo che non solo consolida il ruolo dell’organizzazione ma ribadisce con forza il valore dell’eccellenza italiana in un settore ad altissima specializzazione come quello delle malattie genetiche rare.

Il percorso regolatorio e la natura della malattia

L’iter che ha condotto a questo esito, del resto, ha visto un riconoscimento pressoché simultaneo da parte delle due principali agenzie del farmaco a livello globale, considerato che il parere positivo dell’Fda arriva a poche settimane di distanza da quello espresso in senso favorevole dall’Agenzia Europea per i Medicinali. La terapia, classificata come ex vivo, è destinata a pazienti affetti da una rara e grave immunodeficienza genetica, la sindrome di Wiskott-Aldrich, patologia che, causata da mutazioni in un gene specifico, compromette in modo significativo il sistema immunitario ed è caratterizzata da un numero pericolosamente basso di piastrine, esponendo chi ne è colpito a rischi emorragici e infettivi di notevole entità.

Il significato di una approvazione

La validazione dell’ente regolatorio statunitense, la cui severità nei criteri di valutazione è nota, conferisce dunque una solida legittimazione scientifica a un percorso di ricerca lungo e complesso, portato avanti con tenacia e competenza. Si tratta, in sostanza, della prima terapia genica sviluppata interamente da una fondazione no profit a superare con successo tutte le fasi, dalla sperimentazione preclinica fino alla revisione regolatoria finale in territorio americano, un fatto che apre scenari nuovi per modelli di sviluppo farmacologico alternativi a quelli delle grandi aziende farmaceutiche. L’approvazione, inoltre, offre una concreta prospettiva di cura laddove, fino a non molto tempo fa, le opzioni terapeutiche per una malattia così complessa erano estremamente limitate e spesso gravate da pesanti effetti collaterali.

Uno sguardo al futuro della ricerca

Questo successo, mentre consolida una leadership internazionale, dimostra come un modello di finanziamento basato sulla raccolta fondi dal basso possa tradursi in avanzamenti scientifici di prima grandezza, capaci di incidere profondamente sulla vita dei pazienti. La terapia Waskyra, il cui meccanismo d’azione prevede la correzione genetica delle cellule del paziente stesso al di fuori del suo per poi reinfonderle, rappresenta dunque un pilastro nella lotta contro questa immunodeficienza, senza contare che il know-how acquisito potrà essere d’aiuto per lo sviluppo di approcci simili contro altre patologie genetiche. Il traguardo raggiunto, perciò, non è un punto di arrivo ma un solido fondamento da cui continuare a costruire, nella convinzione che la ricerca scientifica di qualità, quando sostenuta con lungimiranza, possa davvero cambiare il destino di molte persone.

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