La fiamma olimpica illumina le Dolomiti, tappa a Predazzo e attesa per Trento
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Redazione Sport
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Il viaggio della torcia verso Milano Cortina 2026, che accenderà i Giochi Olimpici Invernali dal 6 al 22 febbraio, ha regalato uno degli scenari più suggestivi in Val di Fiemme, dove il fuoco sacro ha sfidato le altezze. Dopo aver attraversato, nella sua lunga marcia, luoghi iconici come il Lago di Carezza e il Sella Ronda, la fiamma ha fatto il suo ingresso nello stadio del salto di Predazzo, un impianto che ha scritto pagine di storia dello sport invernale. A compiere l'impresa di portarla lungo il ripido pendio del trampolino è stata la combinatista nordica Veronica Gianmoena, atleta di casa che ha simbolicamente unito l'elemento del fuoco alla struttura simbolo della località trentina, creando un'immagine di forte impatto emotivo per quanti, tra residenti e turisti, hanno affollato le tribune.
Il percorso verso il capoluogo
Quella di Predazzo è stata solo una delle tappe di un cammino che, muovendosi da Canazei a Cavalese, ha animato l'intera valle, consolidando l'attesa per l'arrivo nel centro principale. La staffetta, infatti, prosegue senza sosta e punta dritta verso Trento, dove è previsto il clou della cinquantatreesima frazione del trasporto del simbolo olimpico. L'itinerario cittadino, che si snoderà nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 29 gennaio, è studiato per toccare alcuni dei luoghi più significativi e rappresentativi, partendo dalle Gallerie di Piedicastello, per concludersi con la cerimonia in piazza Duomo.
I protagonisti della staffetta trentina
Saranno circa trenta i tedofori chiamati a condurre la fiamma attraverso le vie del centro, ciascuno con un tratto da percorrere, in una successione di passaggi che culminerà con l'accensione del braciere olimpico prevista intorno alle 19.30. Tra i nomi già noti, spiccano quelli di atleti che hanno portato in alto i colori dell'Italia, come il velista Ruggero Tita e il campione di curling Amos Mosaner, entrambi oro a Pechino 2022, insieme al pattinatore di velocità Matteo Anesi. Alle loro figure si aggiungono, secondo le ultime indiscrezioni, altri sportivi di primo piano: dalla mezzofondista Nadia Battocletti alla tuffatrice Francesca Dallaprè, senza dimenticare un'altra bandiera del curling come Orietta Bertò e il cestista Toto Forray, icone per gli appassionati del territorio.
Il significato di un percorso
Ogni tappa di questo lunghissimo itinerario, che sta lentamente ma inesorabilmente avvicinandosi a Milano, sede della cerimonia di apertura, non è una semplice passerella, bensì un momento di connessione tra lo spirito dei Giochi e le realtà locali che li ospiteranno. Il passaggio sul trampolino di Predazzo, così come la scelta di far correre la fiamma per le strade di Trento, servono a rammentare come l'evento olimpico sia, prima di tutto, un fatto radicato nei luoghi e nelle persone che li vivono. La torcia, in questo senso, funge da filo conduttore, legando paesaggi montani mozzafiato ad aree urbane pulsanti, atleti affermati a cittadini comuni, in un'unica narrazione che precede l'inizio delle competizioni.




