Galles-Italia, all'ultimo atto del Sei Nazioni gli azzurri cercano la terza vittoria

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sarà il Principality Stadium di Cardiff, un campo che di rispetto per gli avversari ne incute parecchio, a ospitare questo pomeriggio, sabato 14 marzo, l'ultimo atto del Sei Nazioni 2026 per l’Italia del rugby, una squadra che arriva all’appuntamento forte di una classifica che la vede quarta in graduatoria e con la concreta possibilità, qualora riuscisse a imporsi sui Dragoni, di centrare un traguardo mai raggiunto prima nella sua storia, vale a dire le tre vittorie in un singolo torneo. La partita, il cui calcio d'inizio è fissato per le 17.40 ora italiana – le 16.40 locali –, seguirà di qualche ora la sfida di Dublino tra Irlanda e Scozia e verrà trasmessa in chiaro sulle frequenze di Tv8, oltre che naturalmente su Sky Sport Uno e in streaming sulla piattaforma Now, con il collegamento che prenderà il via già dalle 17 per proporre approfondimenti e analisi affidati, in studio, alle voci di Martin Castrogiovanni, Andrea De Rossi e Diego Domínguez, mentre la telecronaca, come di consueto, sarà curata da Francesco Pierantozzi e Federico Fusetti.

Un avversario ostico e la spinta per un traguardo storico

La posta in palio, per gli uomini guidati dal commissario tecnico Gonzalo Quesada, è di quelle pesanti, non solo per la possibilità di agganciare il terzo successo che andrebbe ad aggiungersi a quelli, già di per sé storici, ottenuti all’esordio contro la Scozia e sette giorni fa, all'Olimpico, contro l’Inghilterra – un’impresa che mancava da trentadue precedenti –, ma anche per blindare un piazzamento finale che, a prescindere da altri risultati, lancerebbe un segnale importante sulla crescita del movimento. Di fronte, però, ci sarà un Galles ferito e bisognoso di riscatto, ultimo in classifica con un solo punto all'attivo ma capace, nelle ultime uscite casalinghe, di mettere in seria difficoltà avversari sulla carta più attrezzati, come dimostra la partita contro la Scozia quando, nonostante l'ennesima sconfitta, i rossi hanno forzato qualcosa come quindici turnover e costretto gli avversari a giocare gran parte delle fasi in velocità.

Le parole del capitano e le scelte tecniche alla vigilia

Alla vigilia, dal Captain’s Run svolto sul prato del Millennium Stadium, il capitano Michele Lamaro, numero otto e punto di riferimento del pacchetto di mischia, ha voluto mettere in guardia i suoi compagni, sottolineando come per uscire indenni dall’insidiosa trasferta gallese sarà necessaria la miglior versione di questa Italia, una prestazione che sia all'altezza delle ambizioni mostrate finora, perché la consapevolezza nei propri mezzi, se non sostenuta dalla giusta concentrazione, rischia di rivelarsi un’arma a doppio taglio. Quesada, dal canto suo, pur dovendo fare i conti con qualche defezione – out l’esperto pilone Ferrari e il seconda linea Zambonin, entrambi alle prese con problemi fisici rimediati nella battaglia con l’Inghilterra – ha operato tre cambi nel quindici titolare, ridisegnando parzialmente l’assetto: in mediana torna Alessandro Fusco a dettare i tempi al fianco di Paolo Garbisi, mentre in avanti fanno il loro ingresso dall’inizio Muhamed Hasa, alla prima partenza nel torneo, e Federico Ruzza, chiamato a dare esperienza al reparto insieme a Niccolò Cannone.

Il cammino azzurro e la solidità ritrovata

Il percorso degli azzurri in questo Sei Nazioni, al di là del risultato finale di Cardiff, ha mostrato una squadra capace di esprimere un rugby solido e organizzato, con un pacchetto di mischia che ha retto il confronto con avversari più blasonati e una touche che ha funzionato da serbatoio di palloni preziosi, come già evidenziato nella trasferta di Dublino, dove l'Italia uscì sconfitta ma con un punto di bonus e la consapevolezza di aver messo paura ai verdi. La sconfitta pesante rimediata a Lille contro una Francia straripante, che viaggia a punteggio pieno in vetta alla classifica, non ha scalfito il morale di un gruppo che, al contrario, ha saputo rialzarsi subito, andando a vincere lo scontro diretto con l'Inghilterra e dimostrando una tenuta mentale che in passato, non di rado, era venuta meno proprio nei momenti cruciali. Ora, contro un Galles che non vince nel torneo da quattordici partite e che in casa ha visto un'affluenza di pubblico inferiore al solito, segno forse di un momento di crisi più profonda, l'occasione è ghiotta per scrivere un'altra pagina di questa storia.

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