Caro-benzina, rincari e proteste in Valtellina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In Valtellina, il mestiere del contadino, già di per sé arduo, è reso ancor più difficile dai rincari del carburante, che incidono pesantemente sui costi di trasporto dei prodotti agricoli. Sandro Bambini, presidente di Coldiretti Sondrio, sottolinea come, nel settore ortofrutticolo, i costi legati al trasporto possano incidere fino a un terzo del prezzo totale. Con gli aumenti recenti di diesel e benzina, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente.

L'aumento del prezzo del carburante non grava solo sui produttori locali, ma ha ripercussioni anche sull'export agroalimentare. Secondo un'analisi di Coldiretti basata su dati Istat, quasi il 40% dei cibi e delle bevande Made in Italy destinati all'estero viaggia su strada. Questo aggravio colpisce l'intera filiera agroalimentare, che nel 2024 ha registrato un record di esportazioni, con un valore stimato intorno ai 70 miliardi di euro.

Le proteste sui prezzi dei carburanti si estendono anche ai gestori degli impianti, che segnalano anomalie nella pubblicazione dei listini di benzina e gasolio da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il Codacons, associazione a tutela dei consumatori, ricorda come, dopo numerose segnalazioni di alcune pompe in Friuli Venezia Giulia, sia stata presentata un'interrogazione parlamentare e la vicenda sia finita sul tavolo della Guardia di Finanza.

In questo contesto, le difficoltà dei contadini della Valtellina si inseriscono in un quadro più ampio di tensioni e proteste legate ai rincari del carburante, che coinvolgono non solo i produttori agricoli, ma anche i gestori degli impianti di distribuzione e i consumatori finali.

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