Valanga a Madesimo, quattro persone travolte in motoslitta: un disperso nella zona del Lago Nero
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Redazione Interno
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Ancora un dramma della neve sulle montagne della Valchiavenna, dove nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 15 febbraio, una valanga si è abbattuta su un gruppo di quattro amici in sella alle loro motoslitte, sorpresi dall'improvviso distacco di una massa nevosa mentre percorrevano un'area impervia nel territorio comunale di Madesimo, in provincia di Sondrio. L'allarme, scattato pochi minuti prima delle 17.30, ha mobilitato immediatamente i soccorsi nella località nota come Lago Nero, una zona caratterizzata da una morfologia complessa e, proprio per questo, di difficile accesso anche per i mezzi di soccorso. Le prime comunicazioni ufficiali, seppure frammentarie a causa della concitazione del momento, parlano di due coppie di amici, tutte residenti nel Milanese, coinvolte nella slavina; di loro, tre sarebbero stati estratti ancora in vita dalla coltre bianca in tempi relativamente rapidi, mentre per il quarto componente del gruppo, al momento, si continuano a seguire le ricerche senza sosta. Le operazioni, coordinate dalla centrale operativa Soreu delle Alpi, vedono in campo i tecnici del nazionale Soccorso alpino e speleologico della stazione di Madesimo, affiancati dai vigili del fuoco del distaccamento di Mese e del Comando provinciale di Sondrio, e supportate dall'alto da due elicotteri decollati rispettivamente dalle basi di Sondrio e di Brescia.
Soccorsi in azione tra i cumuli di neve instabile e l'arrivo del buio
Non appena ricevuta la segnalazione, che parlava di un distacco di neve in una zona impervia, i carabinieri della compagnia di Chiavenna si sono attivati per coordinare le informazioni e garantire la sicurezza nell'area, mentre le squadre di terra si inoltravano verso il punto indicato, un'operazione resa estremamente complessa dalla natura del terreno e dalle condizioni del manto nevoso, che presenta ancora molti accumuli instabili dopo le recenti precipitazioni. I soccorritori, una volta raggiunta l'area del Lago Nero, hanno potuto constatare che tre degli escursionisti coinvolti erano stati parzialmente liberati o erano riusciti a emergere dalla neve, e pertanto sono stati immediatamente presi in carico e messi in salvo; per loro, stando a quanto finora appreso, non si segnalerebbero conseguenze fisiche di particolare gravità. Ben diversa, invece, la situazione per la quarta persona, della quale non si avevano più notizie e che si trovava verosimilmente sepolta sotto metri di neve, un contesto che ha spinto i responsabili dei soccorsi a intensificare gli sforzi con l'impiego di unità cinofile e sonde, nonostante il sopraggiungere del buio abbia reso necessario l'utilizzo di potenti fotoelettriche per illuminare la zona delle ricerche da parte dei velivoli.
Il profilo degli escursionisti e la dinamica ancora incerta del distacco
Le informazioni riguardanti la comitiva, inizialmente piuttosto scarne, hanno trovato una prima parziale conferma con l'identificazione della provenienza dei quattro amici, tutti residenti a Milano e nei comuni limitrofi, i quali si erano recati in Valchiavenna per una gita in motoslitta, un'attività ricreativa che nelle ultime settimane, complici le abbondanti nevicate, ha richiamato numerosi appassionati. Ancora tutta da chiarire, invece, la dinamica precisa dell'incidente, e in particolare se la valanga si sia staccata al passaggio del gruppo o se i quattro si siano imbattuti in un punto già critico del pendio; gli esperti del soccorso alpino, che conoscono bene la zona del Lago Nero per la sua conformazione e per i precedenti di caduta masse nevose, concentreranno nei prossimi giorni le loro analisi sui fattori che hanno potuto innescare il distacco, anche in considerazione del fatto che in quel tratto non si segnalavano valanghe di grandi dimensioni nelle ore immediatamente precedenti. Quello che appare certo, agli occhi degli operatori, è che il gruppo si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato, quando una porzione del pendio ha ceduto, riversando a valle un volume di neve sufficiente a travolgere persone e mezzi.
Un inverno segnato da valanghe e interventi complessi in alta quota
L'episodio di oggi a Madesimo non rappresenta purtroppo un caso isolato in questo avvio di stagione invernale, che sta facendo registrare un'impennata degli interventi di soccorso su tutto l'arco alpino a causa dell'instabilità del manto nevoso, frutto delle abbondanti nevicate alternate a rapidi rialzi termici; basterebbe ricordare quanto accaduto nella stessa zona meno di dieci giorni fa, quando un finanziere del Soccorso alpino, Erik Pettavino, perse la vita dopo essere stato travolto da una slavina durante un'esercitazione a Crocetta del Cardine, un evento che aveva già messo in allerta le autorità locali sulla necessità di estrema prudenza. Le operazioni di ricerca della persona dispersa procedono senza sosta, con i soccorritori costretti a misurarsi con un ambiente che, con il passare delle ore, mostra tutta la sua insidiosità: temperature in calo, visibilità ridotta e la costante minaccia di ulteriori distacchi, che impongono manovre estremamente cautelative a quanti sono impegnati nelle ricerche. Sul posto, oltre agli uomini del Soccorso alpino, sono presenti anche i vigili del fuoco con i loro esperti di ricerca in valanga, mentre l'ospedale di Sondrio ha attivato la procedura per un eventuale maxi-emergenza, sebbene al momento non vi siano feriti gravi tra i superstiti, i quali sono stati comunque accompagnati in strutture sanitarie per gli accertamenti del caso.




