Unicredit chiude il trimestre con utili record e avvia il dialogo sul golden power per Banco Bpm

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Unicredit ha superato ogni previsione di mercato nel primo trimestre del 2025, chiudendo con un utile netto di 2,8 miliardi di euro, ben al di sopra dei 2,3 miliardi attesi dagli analisti. Un risultato che l’amministratore delegato Andrea Orcel non ha esitato a definire «il migliore della storia della banca», sottolineando come la crescita dell’8,3% rispetto allo stesso periodo del 2024 sia stata trainata da un aumento dei ricavi del 2,8%, arrivati a 6,5 miliardi.

A fare la differenza, in particolare, sono state le commissioni, salite dell’8,2% a 2,3 miliardi, che hanno compensato il calo del margine di interesse, sceso a 3,5 miliardi. Un andamento che conferma la solidità del modello di business del gruppo, capace di generare un rendimento del patrimonio netto tangibile (Rote) del 22%, in aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente.

Ma oltre ai numeri, che hanno spinto il titolo a guadagnare il 4,1% in Borsa, toccando i 56 euro, c’è un altro fronte su cui Unicredit sta muovendosi con attenzione: quello del golden power su Banco Bpm. Fonti vicine alla banca lasciano intendere che già questa settimana potrebbe avviarsi un confronto con il Ministero dell’Economia per rinegoziare le condizioni dell’accordo, sebbene al momento non siano trapelati dettagli sulle richieste che verranno avanzate.

Intanto, il mercato guarda con interesse alla capacità del gruppo di mantenere questa performance, mentre Orcel ribadisce che «la creazione di valore per gli azionisti resta una priorità». Un obiettivo che, dati alla mano, sembra già raggiunto, con un utile per azione cresciuto del 18,2% a 1,79 euro.

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