Il tram deragliato, la procura indaga sul sistema "uomo morto" e intanto Atm stanzia un primo indennizzo per i feriti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Proseguono serrate, a Milano, le indagini della procura per ricostruire l'esatta dinamica del deragliamento del tram della linea 9, avvenuto nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio in viale Vittorio Veneto e costato la vita a due persone, oltre ad averne ferite altre 54, alcune delle quali in modo grave. I pm, che hanno già iscritto nel registro degli indagati il conducente del mezzo, un tranviere con trentacinque anni di esperienza alle spalle, stanno concentrando i loro accertamenti su molteplici fronti tecnici; tra questi, un ruolo cruciale è giocato dall'analisi della cosiddetta "scatola nera" e dai controlli sul sistema di sicurezza noto come "uomo morto", un dispositivo che, in caso di malore o mancata reattività del guidatore, dovrebbe azionare automaticamente la frenata d'emergenza del convoglio. Il conducente, fin dalle prime battute, aveva riferito di aver accusato un improvviso malore, circostanza che ora gli inquirenti cercano di verificare anche attraverso l'esame dei tabulati telefonici e dei dati sanitari.

Nel frattempo, sul fronte del risarcimento dei danni, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico milanese, Atm, ha deciso di corrispondere un primo indennizzo, pari a 5 mila euro, a ognuna delle persone rimaste coinvolte nell'incidente. Si tratta di una cifra iniziale, come spiegano fonti vicine alla società, che verrà successivamente adeguata in base alla gravità delle lesioni riportate e all'esito delle lunghe degenze ospedaliere che alcuni feriti stanno ancora affrontando; l'intenzione, da parte di Atm, è quella di fornire un supporto immediato e concreto, in attesa che le perizie medico-legali definiscano con precisione l'entità del danno biologico subito da ciascun passeggero e dai familiari delle vittime.

Il giallo del blackout delle telecamere e le ipotesi sul tavolo degli inquirenti

Un elemento che ha ulteriormente complicato il quadro investigativo, aprendo a nuovi scenari, è emerso dal decreto di sequestro notificato dal pm titolare dell'inchiesta. Nelle carte si fa esplicito riferimento a un brevissimo "buco" nelle immagini registrate dalla telecamera frontale del Tramlink, il modello di ultima generazione coinvolto nel sinistro. Questo blackout, seppur di pochi secondi, ha spinto i magistrati a ipotizzare che la causa del deragliamento non vada ricercata esclusivamente in un possibile errore umano, ma anche in "eventuali malfunzionamenti tecnici" del mezzo. L'ipotesi di un guasto, magari legato proprio al sistema frenante o al dispositivo di vigilanza che avrebbe dovuto fermare il tram in assenza di comandi, sta quindi guadagnando terreno, affiancandosi a quella del malore del conducente; sarà ora compito dei consulenti tecnici nominati dalla procura stabilire se quei pochi secondi di interruzione delle riprese siano riconducibili a un problema dell'hardware di bordo o ad altra causa.

Non è un caso, dunque, che l'attenzione si sia spostata sui raffinati meccanismi di sicurezza di cui sono dotati i nuovi Tramlink. Sono mezzi all'avanguardia, entrati in servizio solo di recente, e il fatto che un conducente tanto esperto non sia riuscito a evitare la tragedia ha sollevato più di un interrogativo tra gli investigatori; c'è chi, tra i tecnici, inizia a chiedersi se la complessità di questi sistemi, in una situazione di emergenza come un improvviso malore, possa aver giocato a sfavore, rallentando o non attivando correttamente le procedure di arresto automatico. Le indagini, in questa fase, procedono su un doppio binario: da un lato la verifica delle condizioni di salute del tranviere e dall'altro l'esame approfondito di ogni singolo componente elettronico del convoglio, per accertare che nulla abbia funzionato male.

La richiesta dei comitati cittadini: sospendere la circolazione dei nuovi mezzi

Sull'onda dell'emozione e della gravità di quanto accaduto, alcuni comitati di cittadini hanno rotto gli indugi e inviato una richiesta formale al Comune di Milano e ai vertici di Atm, affinché si proceda alla sospensione cautelativa della circolazione di tutti i tram del modello Tramlink. La richiesta, motivata dalla necessità di garantire la massima sicurezza fino a quando la magistratura non avrà fatto piena luce sulle cause del deragliamento, è stata però ridimensionata dall'assessora alla Mobilità Arianna Censi; la sua risposta, asciutta e misurata, ha sostanzialmente rimandato ogni decisione in merito a un'eventuale ordinanza di sequestro, sottolineando come un provvedimento così radicale esuli dalle competenze dell'amministrazione comunale e spetti unicamente all'autorità giudiziaria, qualora lo ritenga necessario sulla base degli elementi raccolti.

La posizione dell'assessora, che ha cercato di tenere insieme la comprensione per la preoccupazione dei cittadini e il rispetto del lavoro degli inquirenti, lascia intendere come, al momento, non vi siano ancora gli estremi tecnici per fermare una flotta di mezzi nuovi di zecca. Atm, da parte sua, continua a dichiarare piena collaborazione con la procura, mettendo a disposizione tutti i dati in proprio possesso e ribadendo la propria vicinanza alle famiglie colpite dalla sciagura; l'attenzione, ora, è tutta concentrata sugli esiti delle perizie, che dovranno chiarire se il deragliamento sia stato frutto di una fatalità legata alla salute dell'uomo alla guida o se, invece, vi sia la responsabilità di un guasto meccanico non rilevato in tempo.

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