Trovato in Siria un corpo in abiti religiosi: potrebbe essere padre Dall’Oglio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Undici anni dopo la scomparsa di padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita romano che si perse nelle mani dell’Isis a Raqqa nel luglio del 2013, un ritrovamento riapre un caso mai archiviato. Un corpo, vestito con abiti religiosi, è stato scoperto in una fossa comune nei pressi della città siriana, un tempo roccaforte del Califfato. La notizia, riportata dal settimanale Oggi, non ha ancora ricevuto conferme ufficiali, ma la Procura di Roma ha già incaricato i carabinieri del Ros di avviare le verifiche del caso.

Padre Dall’Oglio, fondatore del monastero di Mar Musa e figura simbolo del dialogo interreligioso, era stato espulso dalla Siria nel 2012 dal regime di Assad per le sue posizioni critiche e il sostegno alle primavere arabe. Eppure, nonostante il divieto, era rientrato clandestinamente due volte, l’ultima delle quali proprio nei giorni precedenti alla sua scomparsa. Quella volta, secondo le ricostruzioni, si era recato a Raqqa per incontrare esponenti dell’Isis, forse con l’intento di mediare per la liberazione di ostaggi o di promuovere una tregua con i curdi. Ma di lui, da allora, non si seppe più nulla.

Ora, se l’identificazione del corpo venisse confermata, si chiuderebbe una pagina drammatica, lasciando però aperte molte domande sulle circostanze della morte. Le autorità siriane, del resto, non hanno mai fornito versioni chiare sulla sorte del religioso, mentre fonti locali avevano più volte parlato di un suo assassinio per mano dei miliziani. Quel che è certo è che, in questi anni, la figura di Dall’Oglio è rimasta un punto di riferimento per chi crede nel dialogo tra culture e fedi, un’eredità che va oltre i confini della sua storia personale.

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