Caldo torrido a Napoli, scatta il bollino rosso: ospedali nel caos tra accessi record e over 80 a rischio
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Redazione Interno
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Il capoluogo campano è stretto nella morsa della terza, e forse più intensa, ondata di calore dell'estate 2026, una fiammata africana che non molla la presa e trasforma la città in un forno a cielo aperto. Le previsioni, implacabili, non lasciano scampo: per la giornata di domenica 19 e lunedì 20 luglio, Napoli è ufficialmente in bollino rosso, il livello massimo di allerta che segnala un'ondata di calore con condizioni a elevato rischio per la salute della popolazione.
Una situazione resa ancor più critica dall'afa e dall'umidità che, con picchi del 70%, fanno percepire le temperature fino a 38 gradi, un valore che trasforma i vicoli del centro storico e il lungomare in luoghi in cui il disagio diventa presto insopportabile.
Ospedali sotto pressione e accessi in aumento
L'allerta rossa non è un'inutile formalità burocratica, ma il riflesso di un'emergenza sanitaria che gli ospedali napoletani stanno già vivendo sulla loro pelle: al Cardarelli, il principale polo sanitario del Sud Italia, il numero di accessi al pronto soccorso è schizzato, toccando punte di 220 pazienti al giorno e registrando un picco di 256 accessi in una sola giornata.
Si tratta di un incremento che, stando ai dati, supera di circa il 10% la media giornaliera del 2025, con una crescita preoccupante degli over 80 che, a causa del caldo torrido e dell'elevata umidità, arrivano nei reparti con sintomi che non ammettono rinvii. I medici lanciano l'allarme, sottolineando come i disturbi più comuni, dalla disidratazione agli squilibri elettrolitici, possano avere conseguenze devastanti sugli organismi più fragili, aggravando patologie cardiache o neurologiche preesistenti.
La Protezione Civile si mobilita per gli over 80
Di fronte a un quadro clinico che si va facendo sempre più critico, la Protezione Civile della Regione Campania ha deciso di potenziare le misure di assistenza, concentrando gli sforzi sulla fascia di popolazione più esposta al pericolo: gli anziani soli, spesso privi di un supporto familiare o di mezzi per refrigerare la propria abitazione.
Da mercoledì scorso, e fino a lunedì sera, l'ente ha aperto gratuitamente la terrazza della piscina dello stadio Collana al Vomero, offrendo un rifugio rinfrescante a chi non ha alternative, ma il rischio di malori resta altissimo e il numero di strutture a disposizione non è ancora sufficiente per far fronte a un'emergenza di tale portata.
Il Centro Funzionale della Protezione Civile ha prorogato il vigente avviso di criticità per "Ondate di calore" fino alle ore 20 di lunedì, mentre il sindaco Gaetano Manfredi ha dato disposizione all'Abc per una verifica capillare di tutte le fontanine cittadine, nel tentativo di garantire un accesso all'acqua potabile a chiunque ne abbia bisogno.
La città e la lunga attesa del refrigerio
Mentre la città soffoca e i servizi sociali si organizzano per l'emergenza, il bollettino meteo lancia un timido segnale di speranza per i prossimi giorni, anche se la tregua è ancora lontana. Dopo un mese di caldo anomalo, l'arrivo di una saccatura artica, carica di aria fresca proveniente dalla Norvegia, dovrebbe finalmente rompere l'assedio dell'anticiclone africano e portare un significativo calo delle temperature, di circa 5-6 gradi, a partire da mercoledì 22 luglio.
Un sollievo che però non deve indurre a sottovalutare le prossime ore: nel frattempo, la raccomandazione delle autorità sanitarie resta quella di evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde, bere molta acqua e prestare la massima attenzione alle persone più fragili, in un fine settimana che si preannuncia ancora rovente per la città partenopea.




