Venezuela, Maduro stravince le legislative tra boicottaggi e seggi vuoti
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Redazione Esteri
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Il Polo Patriottico, la coalizione che sostiene il presidente Nicolás Maduro, ha ottenuto una vittoria schiacciante nelle elezioni legislative e regionali, conquistando 23 dei 24 governatorati e consolidando ulteriormente il controllo del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv) sull’Assemblea Nazionale. I dati diffusi dal Consiglio Elettorale Nazionale (Cne), organismo accusato più volte di essere strumentalizzato dal chavismo, attribuiscono all’alleanza governativa l’82,6% dei voti, con un’affluenza ufficialmente fissata al 42%. Cifre che, tuttavia, contrastano con le rilevazioni indipendenti, secondo le quali la partecipazione reale sarebbe stata ben più bassa, sfiorando a stento il 14%.
La consultazione, svoltasi in un clima di forte astensionismo e contestata dall’opposizione – che l’ha boicottata denunciando mancanza di garanzie democratiche – ha confermato il dominio del Psuv sull’intero Paese, con l’unica eccezione dello stato di Cojedes. "La Rivoluzione bolivariana è più valida e più forte che mai", ha dichiarato Maduro, celebrando un risultato che, al di là dei toni trionfalistici, riflette una realtà politica sempre più polarizzata e segnata dall’emarginazione delle forze avversarie.
Le immagini dei seggi semideserti e delle strade vuote, circolate nelle ore del voto, hanno alimentato ulteriori dubbi sulla legittimità del processo elettorale, già oggetto di critiche da parte di osservatori internazionali. Elvis Amoroso, presidente del Cne e ex militante chavista, ha difeso la regolarità delle operazioni, ma le discrepanze tra i dati ufficiali e quelli raccolti da fonti indipendenti lasciano aperte numerose questioni.




