Marquez e il crollo in Sprint a Silverstone: “Gomma finita dopo tre giri, ora tutti a caccia di risposte”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il sabato di Silverstone si è trasformato in un rebus tecnico per Marc Marquez, con il campione del mondo in carica costretto a gettare alle ortiche un piazzamento sul podio che sembrava alla sua portata per via di un inaspettato e preoccupante calo della gomma posteriore. Un problema che si è manifestato in maniera tanto improvvisa quanto devastante, gettando un’ombra di incertezza sulla gara lunga di domenica.

Un degrado a sorpresa dopo i primi giri

La Sprint di Silverstone aveva preso la piega giusta per il portacolori della Ducati Lenovo, autore di una partenza convincente che gli aveva permesso di inserirsi nella scia dei primi e di lottare per un piazzamento sul podio. Il nono posto finale, arrivato dopo essere stato superato da Pedro Acosta, Joan Mir e Franco Morbidelli, non racconta la reale velocità mostrata nelle fasi iniziali, ma è il sintomo di un problema ben più profondo legato al rendimento della mescola morbida posteriore.

“Nessuno si aspettava questo degrado dopo tre o quattro giri, ma io sono comunque soddisfatto della moto – ha dichiarato Marquez ai microfoni di Sky Sport MotoGP –. Ciò che dobbiamo capire è cosa sia successo con la gomma posteriore: se sono stato io a stressarla troppo, se il setup può aiutarmi o se posso fare qualcosa per gestirla meglio”.

Le conseguenze in classifica e l’analisi del problema

Il crollo di rendimento ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla classifica del mondiale, dove Marquez ha perso una posizione a vantaggio di Marco Bezzecchi, salito al terzo posto con 27 punti di distacco dal leader Jorge Martín, mentre lo spagnolo della Ducati si trova ora quarto a quota 191 punti, a -29 dalla vetta. La sua stessa Aprilia ha monopolizzato il podio della Sprint con Martín, Ogura e Bezzecchi, confermando la superiorità mostrata sul tracciato inglese.

Il diretto interessato non ha nascosto la frustrazione per una situazione mai sperimentata prima, ammettendo di aver provato a gestire la gomma già dal terzo passaggio, quando ha capito che qualcosa non andava: “Ero quarto e in lotta per il podio, poi ho finito nono – ha aggiunto –. Dobbiamo analizzare se è stata una botta termica, se ho fatto troppo slide o se la gomma non ha lavorato nella temperatura corretta”.

La sensazione di instabilità era tale che il campione spagnolo ha preferito non rischiare una caduta, consapevole che la differenza tra un sesto e un nono posto vale pochi punti, mentre un eventuale zero in classifica sarebbe stato molto più dannoso.

Un’incognita per la gara di domenica

L’aspetto più inquietante per Marquez e per il team Ducati è che il problema non si era manifestato durante le sessioni di prove libere, rendendo il cedimento della gomma completamente imprevedibile. Il campione in carica ha spiegato che il fenomeno non è stato un semplice degrado, ma un graining che ha compromesso l’aderenza in modo pericoloso, portandolo addirittura a far scattare l’airbag della tuta in un momento di forte scivolamento.

Per la gara di domenica, la soluzione potrebbe arrivare dal passaggio alla gomma media posteriore, ma Marquez stesso ha smorzato gli entusiasmi: “Spero e desidero che aiuti, ma sulla carta le gomme soft e media sono molto, molto simili – ha spiegato –. Il composto del lato sinistro è lo stesso e quello di destra appartiene alla stessa famiglia, è solo un passo più duro, quindi non è una grande differenza”.

L’obiettivo per il gran premio di domenica sarà quindi quello di trovare una soluzione in extremis, lavorando sia sul setup che sullo stile di guida per preservare il più possibile il pneumatico posteriore, perché altrimenti le difficoltà potrebbero ripresentarsi in maniera analoga.

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