Caro carburanti, il governo accelera sul decreto tampone: taglio accise in arrivo per frenare i rincari di agosto
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Redazione Economia
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La soglia psicologica dei due euro al litro è ormai un ricordo per il gasolio e un pericolo concreto per la benzina, con i prezzi alla pompa che continuano a salire di giorno in giorno. In questo scenario di crescente tensione, il governo ha deciso di rompere gli indugi, programmando un intervento urgente che non potrà attendere la riunione del Consiglio dei Ministri fissata per il 4 agosto.
Secondo le indiscrezioni raccolte, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, avrebbe già avviato un confronto serrato con il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, per definire le linee di un decreto legge che possa arginare la corsa dei listini, con un'attenzione particolare al diesel, il carburante che ha registrato gli incrementi più pesanti nell'ultimo periodo.
Un ponte verso le accise mobili
L'architettura dell'intervento che sta prendendo forma a Palazzo Chigi prevede un meccanismo a due fasi, pensato per tamponare l'emergenza nell'immediato e gettare le basi per un sistema di sconti più strutturato. Il primo provvedimento, atteso già nei prossimi giorni, dovrebbe consistere in un decreto legge che, grazie a un finanziamento di circa un centinaio di milioni di euro, ridurrà le accise sul gasolio di 24,4 centesimi al litro e quelle sulla benzina di 6 centesimi, un taglio che si ispira a quanto già fatto a fine aprile con il Dl 63/2026.
La durata di questo "decreto ponte" sarebbe limitata a una decina di giorni, il tempo necessario per arrivare al secondo step, previsto per i primi giorni di agosto. In quella seconda fase, il governo intende attivare la leva delle accise mobili, che consentirebbe di finanziare gli sconti con l'extragettito Iva generato proprio dagli aumenti dei prezzi, utilizzando in particolare i maggiori incassi registrati a luglio.
L'urgenza di un provvedimento estivo
La decisione di accelerare i tempi, come sottolineato dalla stessa premier Meloni nel corso delle interlocuzioni con il titolare del Mef, nasce dall'esigenza di non arrivare impreparati al culmine degli spostamenti per le vacanze estive. Attendere il Consiglio dei Ministri del 4 agosto, secondo quanto emerso, sarebbe stato un lasso di tempo troppo lungo, considerata la rapidità con cui i prezzi stanno aumentando, alimentati dalla crisi in Medio Oriente e dalle tensioni nello Stretto di Hormuz.
Il costo complessivo dei rincari per il mese di agosto è stato stimato in circa 800 milioni di euro, una cifra che tiene conto sia dell'aumento dei prezzi sia del calo stagionale dei consumi di gasolio dovuto alla minore attività produttiva. L'obiettivo dichiarato del governo è quindi quello di utilizzare il decreto ponte per alleggerire la pressione sui consumatori durante l'esodo estivo, cercando di mantenere i prezzi al di sotto della fatidica soglia dei due euro.
Le risorse e la sfida delle coperture
Il principale nodo da sciogliere rimane quello delle coperture finanziarie, in un momento in cui le risorse pubbliche sono già state ampiamente utilizzate per i precedenti interventi di calmieramento. Per il primo decreto ponte, l'extragettito Iva di giugno, che era stato di 149,4 milioni, potrebbe non essere sufficiente, costringendo il governo a cercare fondi in altri capitoli di bilancio, come i proventi Ets o le sanzioni Antitrust.
Per la fase di agosto, invece, si guarderà con attenzione all'extragettito Iva di luglio, con la possibilità di attingere anche a una parte dei 9,1 miliardi di euro recuperati nei primi sei mesi del 2026 grazie all'allineamento tra Pos e registratori di cassa.
La sfida per l'esecutivo è quindi quella di trovare un equilibrio tra l'esigenza di dare un segnale immediato ai cittadini e la necessità di non mettere ulteriormente a dura prova i conti pubblici, tenendo conto che l'Italia è il paese europeo con le accise sul gasolio più alte e il secondo per quelle sulla benzina dopo i Paesi Bassi.
L'impatto sui prezzi e il record del distributore
L'entità dello sconto che potrà essere garantito dal provvedimento è ancora da definire, ma alcune stime parlano di una riduzione del prezzo finale che potrebbe attestarsi tra i 7 e i 10 centesimi al litro, grazie al meccanismo delle accise mobili. Un aiuto che, sebbene significativo, rischia di non essere sufficiente per riportare i prezzi ai livelli di qualche mese fa, considerando che il prezzo medio del gasolio ha già superato il record di marzo 2022.
In questo contesto, il caso del distributore di Milano che ha raggiunto prezzi di 2,735 euro al litro per il diesel e 2,699 per la benzina rappresenta un simbolo della situazione di emergenza che sta vivendo il settore, una realtà che ha spinto il Codacons a sollevare il problema. Mentre il governo lavora per attenuare gli effetti della crisi, il mese di agosto si preannuncia come un banco di prova cruciale per la tenuta del fronte energetico e per la capacità dell'esecutivo di proteggere famiglie e imprese dalla pressione dei rincari.
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