Fs, nel 2025 il ritorno all’utile (30 milioni) e il record di investimenti: la newco per attrarre fondi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’esercizio 2025 consegna al gruppo Ferrovie dello Stato una svolta netta, capace di ribaltare il rosso dell’anno precedente – quel passivo di 208 milioni che sembrava aver rallentato la marcia – e di proiettare l’azienda guidata da Stefano Antonio Donnarumma in un territorio decisamente più solido dal punto di vista patrimoniale. Il consiglio di amministrazione, esaminando i dati della Relazione finanziaria annuale, ha potuto certificare un utile netto di 30 milioni di euro, un segno più che, seppur contenuto in valore assoluto, assume un peso specifico notevole perché interrompe una fase negativa e rilancia la credibilità del piano industriale.

A rendere strutturale questa inversione di tendenza, del resto, non è soltanto il ritorno al profitto. I ricavi operativi hanno toccato quota 17,3 miliardi di euro, segnando un incremento del 4% rispetto al 2024, mentre la voce forse più rilevante per il futuro – quella degli investimenti tecnici – ha raggiunto il livello record di 18,3 miliardi. Di questi, una fetta consistente, pari a circa 16 miliardi, è assorbita dai progetti legati al Pnrr, con il 98% delle risorse concentrato in Italia per cantieri come l’alta velocità Brescia-Padova, il Terzo Valico dei Giovi e la Napoli-Bari.

Il polo merci, una controtendenza che sorprende

Mentre il quadro macroeconomico generale, occorre dirlo, mostrava segnali di debolezza che hanno compresso la domanda di trasporto su gomma e su ferro, la divisione merci di Fs ha saputo reagire con una certa determinazione. La Relazione finanziaria annuale 2025 del Gruppo FS evidenzia infatti un calo della domanda in termini di tonnellate-chilometro (-3,8%) e un’offerta in flessione del 5,1% per quanto riguarda i treni-chilometro; eppure, nonostante questo scenario sfavorevole, il polo ha portato i ricavi operativi a 1,4 miliardi di euro. Un aumento del 4%, pari a 48 milioni di euro in più, che dimostra come una gestione oculata dei flussi e una certa efficienza tariffaria possano compensare la contrazione fisica dei traffici. Non è una crescita travolgente, ma in un settore storicamente ostico come quello delle merci su rotaia, chiudere in positivo rappresenta un risultato tutt’altro che scontato.

La newco finanziaria e il corteggiamento ai fondi internazionali

Parallelamente ai numeri di bilancio, l’amministratore delegato Donnarumma ha messo in campo una manovra finanziaria che potrebbe cambiare il perimetro della governance aziendale nei prossimi mesi. In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, il manager ha rivelato di essere in “dialogo attivo con un paio di fondi internazionali molto rilevanti”, i quali hanno dimostrato una chiara attitudine a investimenti di lungo periodo. L’oggetto del corteggiamento non è una vendita di asset strategici, quanto l’ingresso di questi capitali all’interno di una specifica newco, un veicolo societario dedicato esclusivamente alla gestione di contratti intercompany relativi a flussi finanziari.

L’operazione, va specificato, non prevede la cessione di rami d’azienda né tantomeno la privatizzazione di servizi essenziali. Donnarumma ha infatti chiarito che si tratta di identificare “uno o più investitori pazienti” – come li ha definiti lui stesso – che diventeranno partner, permettendo a Fs di alleggerire il peso degli interessi sul debito (attualmente la posizione finanziaria netta è scesa a 12,8 miliardi, in miglioramento di 700 milioni). L’idea, insomma, è quella di trattare questa operazione come un debito che, ai fini contabili, si comporta in modo simile a uno strumento di capitale.

L’equilibrio tra cantieri, traffico e occupazione

Se da un lato gli investimenti infrastrutturali corrono – e si parla di un piano quinquennale che supera i 100 miliardi – dall’altro lato il gruppo deve fare i conti con l’impatto immediato di oltre 18 miliardi di cantieri sparsi sul territorio. La crescita dei costi operativi, attestatasi a 14,9 miliardi con un incremento del 4%, riflette proprio l’aumento del costo del personale e delle spese per manutenzioni e servizi, inevitabili per tenere il passo con la modernizzazione della rete. Nonostante il carico di lavoro, il fronte occupazionale ha registrato una spinta significativa: 8.515 nuove assunzioni nel corso del 2025, che hanno portato il totale dei dipendenti a circa 97mila unità. Una massa critica di lavoratori che conferma il ruolo di Fs come grande piattaforma industriale, mentre le agenzie di rating (Standard & Poor’s e Fitch) mantengono un giudizio BBB+ con outlook stabile, segnale che la comunità finanziaria guarda con fiducia a questo modello di sviluppo, nonostante l’indebitamento resti rilevante.

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