James Senese, addio al sassofono che cantava le periferie

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La musica italiana perde una delle sue voci più autentiche e graffianti, un faro la cui luce, che aveva illuminato le periferie esistenziali e geografiche del paese, si è spenta all’età di ottant’anni dopo un ricovero, protrattosi per diverse settimane, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cardarelli di Napoli, dove era stato trattato per un’infezione polmonare. Con lui se ne va non solo un pioniere, colui che seppe fondere il linguaggio del jazz e del rock con l’anima più profonda di una città, ma anche il testimone di un’epoca musicale rivoluzionaria, il cosiddetto Neapolitan Power, che trasformò per sempre il modo di concepire la canzone napoletana. La sua eredità, che travalica i confini nazionali, resta incarnata in quel suono unico, visceralmente espressivo e tecnicamente inarrivabile, che dal suo sassofono ha parlato per decenni, con rara integrità artistica, alla sofferenza e alle speranze di un intero popolo.

Le radici di un pioniere

Figlio di Anna, una ragazza napoletana, e di un soldato afroamericano giunto in Italia in seguito allo sbarco di Salerno, James Senese assimilò fin dalla giovinezza le sonorità d’oltreoceano – il blues, il soul e il jazz – che i militari avevano importato, trovando in artisti come John Coltrane un punto di riferimento assoluto e una fonte di ispirazione inesauribile. Quel background, che ne segnò l’identità sia umana che musicale, gli consentì di dare vita a qualcosa di completamente nuovo: un sound potente e ipnotico, che divenne la colonna sonora di una generazione e che, con i leggendari Napoli Centrale prima e la fondamentale collaborazione con Pino Daniele poi, infranse ogni convenzione. Il suo approccio, che non concedeva nulla alla facile commercialità, era guidato da una coerenza ferrea, come testimoniato dalla celebre e rispettosa presa di distanza dalle scelte più popolari dell’amico Daniele, un episodio che ne chiarisce la statura etica oltre che artistica.

I legami con il Molise e i ricordi più personali

Il suo legame con il territorio, che andava ben oltre i confini della sua città natale, si manifestò attraverso una serie di performance memorabili in tutta Italia, compresa una significativa presenza in Molise, dove fu più volte ospite di festival estivi. A ricordare quei momenti, dei quali rimane traccia indelebile nell’esperienza di chi ebbe la fortuna di suonare con lui, è il pianista boianese Simone Sala, il quale rievoca con commozione un episodio apparentemente minore ma umanamente densissimo: “Quel caffè che non scorderò mai”, una frase che racchiude tutta la profondità di un incontro e la generosità di un maestro. Questi appuntamenti, che segnavano spesso l’apice delle rassegne musicali locali, dimostravano la sua capacità di stabilire un contatto genuino con luoghi e persone, portando la sua musica, che era un inno alle radici, anche in contesti apparentemente lontani dalle grandi capitali culturali.

L'ultimo concerto che non ci sarà

Proprio mentre la notizia della sua scomparsa si diffondeva, si apprendeva che un nuovo impegno lo attendeva per il prossimo futuro, una data romana all’Auditorium Parco della Musica inserita nel tour “Chesta nun è a terra mia”, la quale, in programma per il 17 gennaio 2026, rappresentava la prova della sua vitalità creativa mai sopita. Un appuntamento, quello, che ora non potrà tenersi, lasciando un vuoto non solo nel calendario degli eventi ma nel cuore di quanti, affascinati dalla sua arte, avrebbero voluto ancora una volta ascoltare dal vivo la voce del suo sax. La sua assenza, che pesa come un macigno sul panorama musicale, non cancella però il solco profondo che ha tracciato, un’impronta destinata a rimanere come riferimento per chiunque voglia comprendere la potenza di una musica che sapeva essere, al tempo stesso, colta e profondamente popolare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.