Uil e Uiltec Ravenna: via libera del Mase alle esplorazioni gas è una buona notizia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha autorizzato, superando la fase di stallo che le caratterizzava, oltre trenta nuove licenze per attività esplorative nel settore oil & gas, le quali, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, interessano sia la terraferma che vaste distese marine, comprese alcune zone dell'Adriatico. Una decisione che, come sottolineato dalla UIL e dalla UILTEC di Ravenna, costituisce "una buona notizia per famiglie e imprese", le quali, è bene ricordarlo, hanno patito gli effetti dell'emergenza energetica. "L’emergenza energetica – spiegano le due sigle sindacali – non lascia spazi di manovra sull’ineludibilità della scelta di sbloccare le estrazioni di gas, aumentando così la produzione nazionale".

La revoca del blocco e il nuovo corso esplorativo

Questo impulso alle ricerche, che coinvolge colossi del settore come Eni, Shell ed Energean, segna un'inversione di tendenza dopo un periodo di forte contrazione, iniziato con la moratoria del 2019 e proseguito con l'approvazione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee, avvenuta a febbraio 2022 in piena crisi energetica. Il Pitesai, di fatto, aveva fermato lo sviluppo della produzione di petrolio e gas, nonostante la riconosciuta ricchezza del sottosuolo nazionale. A smuovere le acque, in primavera, è intervenuta una sentenza del TAR Lazio che ne ha decretato l'annullamento, riaprendo la strada alle attività esplorative e spianando la via al via libera ministeriale, il quale applica proprio quella pronuncia giurisdizionale.

La mappa delle nuove concessioni

Le concessioni, che sono state assegnate dal MASE dalla fine dell'estate a oggi e che erano rimaste congelate dallo stop del 2022, disegnano una mappa articolata della penisola. Sulla terraferma, le regioni coinvolte sono la Basilicata, la Lombardia, l'Emilia-Romagna, la Puglia e la Campania, mentre per quanto concerne le operazioni offshore, l'attività si concentrerà nell'Adriatico, nello Ionio e nel Canale di Sicilia. Si tratta, in buona sostanza, di una nuova corsa ai giacimenti di idrocarburi, la quale mira a potenziare la produzione interna in un contesto internazionale ancora segnato da forti incertezze.

Le prospettive per il sistema energetico nazionale

La riattivazione del comparto esplorativo, sebbene accolta con favore dalle parti sociali per le sue ricadute occupazionali e di approvvigionamento, si inserisce in un dibattito più ampio sulla strategia energetica del paese. L'aumento della produzione nazionale di gas, che è l'obiettivo primario di queste iniziative, viene visto come un elemento fondamentale per far fronte a situazioni di crisi, riducendo al contempo la dipendenza dall'estero. Le compagnie, dal canto loro, sono tornate in pressing sul ministero dopo la sentenza del Tar, trovando ora un quadro normativo che consente di pianificare nuovi investimenti.

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