Hollywood si mobilita contro Israele, boicottaggio culturale per Gaza
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Oltre duemilacinquecento professionisti dell’industria cinematografica hollywoodiana – tra i quali si annoverano registi, attori e tecnici di vario livello – hanno sottoscritto un impegno formale, una vera e propria lettera aperta, con cui intendono sabotare qualsiasi forma di collaborazione professionale con le istituzioni israeliane ritenute, secondo la loro prospettiva, «implicate nel genocidio e nell’apartheid contro il popolo palestinese». L’iniziativa, che si inserisce nel solco del movimento internazionale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), è stata promossa dal collettivo Film Workers for Palestine e riportata in esclusiva dal quotidiano britannico The Guardian, il quale ha potuto visionare per primo il documento integrale.
Nel testo, i firmatari – che superano ormai il numero di 2500 – argomentano la propria scelta richiamandosi alla potenza intrinseca del mezzo cinematografico, ritenuto uno strumento capace di «plasmare le percezioni» e, di conseguenza, di influenzare l’opinione pubblica globale. «In questo momento di crisi urgente», si legge nell’appello, «in cui molti dei nostri governi stanno permettendo il massacro a Gaza, dobbiamo fare tutto il possibile per affrontare la complicità in quell'orrore inesorabile». La presa di posizione, dunque, non è presentata come una mera dichiarazione di principio, bensì come un atto concreto di dissociazione da quelle strutture ritenute direttamente o indirettamente coinvolte nel conflitto.
L’azione del gruppo, che si autodefinisce come un’alleanza trasversale di lavoratori del cinema, mira esplicitamente a colpire il sistema di finanziamenti, coproduzioni e partnership che lega l’industria di Hollywood a quella israeliana, con particolare riferimento a quelle entità che beneficiano dei fondi statali. Si tratta di una forma di boicottaggio culturale che, sebbene non sia nuova nella storia delle proteste internazionali, assume un peso specifico rilevante data l’enorme visibilità e il potere economico dei suoi aderenti.




