Marathon si mostra: dal 26 febbraio il Server Slam su Tau Ceti IV

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il silenzio profondo che avvolge da tre secoli la colonia di Tau Ceti IV sta per essere infranto, e non solo dalla narrazione fantascientifica tessuta da Bungie. Lo studio di sviluppo, artefice di successi planetari come Halo e Destiny, ha infatti rotto gli indugi svelando i dettagli operativi per l'imminente debutto di Marathon, il suo nuovo extraction shooter destinato a PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. L'appuntamento con il primo vero banco di prova pubblico è fissato tra il 26 febbraio e il 2 marzo, finestra temporale durante la quale si terrà il "Server Slam", una stress test collettivo pensato per saggiare la tenuta dei server, il bilanciamento delle meccaniche e la fluidità generale dell'esperienza di gioco in vista del lancio ufficiale, previsto per il successivo 5 marzo -5-6.

L'evento, che si preannuncia cruciale per gli equilibri finali del Titolo, permetterà ai partecipanti di mettere piede per la prima volta su due specifiche zone di atterraggio, conosciute come "Perimeter" e "Dire Marsh". In queste aree, i giocatori potranno interfacciarsi con i contratti iniziali di cinque delle fazioni in gioco, avendo al contempo la possibilità di testare tutte e sei le "Runner Shell" disponibili, ovvero gli involucri biosintetici che ospitano le coscienze dei mercenari, senza dimenticare la modalità "Rook" pensata per chi preferisce affrontare la colonia in solitaria -1-5. Bungie ha voluto rendere la prova non solo un momento di collaudo, ma anche un'occasione per accumulare ricompense spendibili al day one: un emblema speciale, un banner commemorativo e un pacchetto equipaggiamento a livelli, comprensivo di armi e impianti, attendono coloro che parteciperanno alla sessione -6-7.

Parallelamente alla comunicazione sulle date, il director del gioco, Joe Ziegler, ha chiarito alcuni aspetti filosofici e tecnici del matchmaking, smontando alcune delle aspettative che si erano create attorno al comportamento dei server. In un'intervista rilasciata alla testata Ali213 e riportata dai canali ufficiali, Ziegler ha escluso in maniera categorica l'implementazione di qualsivoglia "regola di matchmaking specifica per distinguere i giocatori non orientati al combattimento". A differenza di altri titoli del genere che tentano di separare gli utenti in base al loro stile di gioco più o meno aggressivo, Marathon punta tutto sulla tensione derivante dall'incertezza. "Il nucleo dell'esperienza di sopravvivenza", ha spiegato Ziegler, "si regge sulla tensione e sul sospetto che nascono dal non sapere se gli altri giocatori nutrano intenzioni ostili: è proprio questo senso di ignoto a alimentare l'imprevedibilità di ogni incontro" -3-4.

Cross-play e opzioni per i giocatori console

Un altro tassello fondamentale del quadro tecnico è stato chiarito riguardo l'infrastruttura multigiocatore. Marathon supporterà il cross-play e il cross-save a tutto tondo, consentendo a chi possiede il gioco su piattaforme diverse di condividere i progressi attraverso un unico profilo utente vincolato. Tuttavia, per venire incontro alle sensibilità della community e alle preoccupazioni legate alla precisione dei controlli o a potenziali sistemi di cheating, Bungie ha concesso una opzione specifica agli utenti console. Chi gioca su PlayStation o Xbox, se lo desidera, potrà infatti disattivare l'abbinamento con i giocatori PC, limitando le partite al solo ecosistema delle console, una scelta che garantisce una maggiore omogeneità competitiva e un controllo più stringente sull'esperienza -3-9.

Misteri narrativi e assenza di sicurezze

L'ambientazione, d'altro canto, rimane uno dei punti di forza comunicati. Siamo nel 2893, e la nave coloniale UESC Marathon, partita da Marte con trentamila anime a bordo, giace in orbita come un relitto silenzioso dopo essere giunta a destinazione con tre secoli di ritardo. I giocatori vestono i panni di "Runner", sostanzialmente mercenari finanziati da razioni rivali che calano sulla superficie del pianeta per recuperare tecnologia, dati e risorse. In questo contesto, la sopravvivenza è legata a doppio filo alla capacità di interagire con l'ambiente, con le difese automatizzate e con gli altri Runner, in un ecosistema dove l'alleanza può rivelarsi un'arma a doppio taglio. La chat di prossimità, confermata e funzionale a queste dinamiche, sarà lo strumento principale per tentare approcci non ostili, ma nulla garantirà la buona fede dell'interlocutore di turno -1-10.

Chi parteciperà al Server Slam avrà quindi l'opportunità di tastare il polso a un prodotto che si presenta con ambizioni precise: offrire un'esperienza "PvP-first" in cui il confine tra preda e cacciatore è volutamente labile, e dove il matchmaking non cercherà di proteggere il giocatore dal conflitto, ma anzi, lo getterà nel vivo di esso, lasciando che siano le dinamiche sociali e la tensione del momento a scrivere la storia di ogni singola incursione.

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