La procura di Milano conferma il parere positivo sulla grazia a Nicole Minetti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La Procura generale di Milano ha chiuso il capitolo degli accertamenti suppletivi sulla grazia concessa a Nicole Minetti, ribadendo senza ombra di dubbio la propria valutazione favorevole. È stata trasmessa al Ministero della Giustizia, come si evince dalle note ufficiali depositate nelle ultime ore, una relazione che smonta punto su punto le illazioni emerse in alcune testate giornalistiche.
I magistrati milanesi, dopo aver battuto a tappeto le piste che portavano in Sud America e in Spagna, hanno stabilito che le ricostruzioni relative ai presunti festini, alle false attestazioni sul figlio adottivo e alle immaginarie pendenze giudiziarie internazionali non solo sono infondate, ma rappresentano una distorsione della realtà.
Nessuno, tuttavia, chiederà scusa al presidente Sergio Mattarella, che aveva saggiamente richiesto queste verifiche per tutelare la correttezza dell’iter, né alla stessa Minetti, la cui fedina penale resta segnata da condanne definitive per il caso "Ruby", ma che oggi vede riconosciuta la legittimità umanitaria del provvedimento di clemenza.
Le verifiche su Uruguay e Spagna
Il lavoro investigativo disposto dal procuratore generale Francesca Nanni si è concentrato in particolare su due fronti esteri, Uruguay e Spagna, dove la coppia formata dall’ex consigliera e da Giuseppe Cipriani avrebbe vissuto negli ultimi anni. Gli inquirenti, avvalendosi anche della collaborazione dei Carabinieri, hanno scandagliato il territorio alla ricerca di ipotetiche denunce o procedimenti penali a carico dei due, ma non ne hanno trovata traccia.
Inoltre, un capitolo a parte riguarda le dichiarazioni di una massaggiatrice, che aveva descritto un ambiente fatto di eccessi e sostanze stupefacenti; ebbene, queste affermazioni – rese inizialmente in forma anonima – sono state definitivamente smentite da numerosi altri testimoni ascoltati in sede di indagine difensiva. Non risultano, pertanto, elementi che possano scalfire il "quadro probatorio" già acquisito prima della firma del capo dello Stato.
La vicenda dell'adozione e le cure mediche
Una delle accuse più gravi, che aveva alimentato il dibattito politico e mediatico nelle scorse settimane, riguardava la presunta irregolarità nella procedura di adozione del minore, un bambino che la legge italiana considera motivo valido per sostenere una richiesta di grazia. La Procura, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni organi di stampa, ha chiarito che non vi è stata alcuna "battaglia legale" per sottrarre il piccolo ai genitori naturali; la madre biologica, nello specifico, risultava irreperibile da sempre, e il padre non si è mai costituito.
La morte di un legale in Uruguay, avvolta da circostanze considerate "non chiare" da certa cronaca, non ha rilevanza penale secondo le autorità locali. Rimane invece confermato, ed è questo il perno della clemenza presidenziale, il "grave quadro sanitario" del minore, costretto a seguire terapie complesse al Boston Children's Hospital, circostanza che richiede la presenza costante della madre adottiva.
La chiusura del procedimento e la trasmissione degli atti
Con la nota firmata oggi, la Procura generale di Milano ha ufficialmente trasmesso al Guardasigilli, Carlo Nordio, la relazione completa corredata dai documenti acquisiti durante questo supplemento di indagine. Si chiude, quindi, la partita aperta a fine aprile, quando il quotidiano "Il Fatto Quotidiano" aveva sollevato dubbi sulla regolarità della domanda di grazia, spingendo il Quirinale a chiedere verifiche urgenti per fugare qualsiasi ombra.
Il parere della Procura, che ribadisce il "sì" già espresso in sede tecnica, rappresenta ora il vaglio definitivo prima che il Ministero trasmetta tutto al presidente Mattarella per le determinazioni di competenza. La posizione della magistratura milanese è netta: le notizie pubblicate "non corrispondono al vero", e non sono emersi fatti nuovi tali da ribaltare un atto di clemenza concesso per ragioni umanitarie.




