Investimenti tedeschi e il nodo del fiscal compact: l’Europa guarda con sospetto
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Redazione Esteri
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Mentre in Italia c’è chi si illude che le regole del fiscal compact possano allentarsi, permettendo una maggiore libertà di spesa, la realtà è ben diversa. Il Patto di stabilità e crescita, aggiornato nel 2024, rimane saldamente in vigore, senza concedere margini per deficit eccessivi né tantomeno per l’introduzione di un debito comune europeo. Questo, tuttavia, non ha impedito alla Germania di compiere un passo significativo, modificando la propria Costituzione per finanziare massicci investimenti nella difesa, una mossa che ha già sollevato non poche perplessità tra i partner europei.
Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha infatti promulgato le modifiche costituzionali che consentiranno al prossimo governo di superare i limiti di indebitamento, aprendo la strada a prestiti per centinaia di miliardi di euro. La riforma, approvata dal Bundestag e dal Bundesrat, è stata comunicata dal portavoce presidenziale Cerstin Gammelin attraverso un post su X, in cui si sottolinea come il “freno al debito” sia stato temporaneamente allentato per creare fondi speciali destinati al riarmo. Un’operazione che, secondo alcune voci, rischia di creare una concorrenza sleale all’interno dell’Unione Europea.
Friedrich Merz, leader della CDU, è stato indicato come uno dei principali promotori di questa strategia, che sfrutta l’emergenza legata alla sicurezza per giustificare investimenti senza precedenti. Politico.eu ha evidenziato come il piano di riarmo tedesco, che potrebbe superare i 500 miliardi di euro in 12 anni, sia visto con sospetto da molti osservatori europei. Non si tratta di critiche provenienti da ambienti sovranisti o antieuropeisti, ma da esponenti di spicco del panorama informativo comunitario, preoccupati che la Germania possa utilizzare la propria forza economica per ottenere vantaggi competitivi.
Il programma di spesa militare tedesco, finanziato a deficit, rappresenta un’eccezione rispetto alle rigide regole di bilancio che Berlino ha spesso imposto agli altri Paesi dell’UE. Sky TG24, nella puntata di "Numeri" del 21 marzo, ha ricordato come questa non sia la prima volta che la Germania adotti misure straordinarie per rispondere a crisi internazionali, ma la portata degli investimenti previsti desta interrogativi sulla coerenza con i principi di equità e solidarietà europei.
Intanto, l’Italia si trova a fare i conti con un contesto in cui le regole di bilancio restano stringenti, mentre altri Paesi, come la Germania, sembrano trovare margini di manovra. Il rischio è che questa disparità possa acuire le tensioni all’interno dell’Unione, già messa alla prova da divergenze economiche e politiche. Senza contare che il bazooka finanziario tedesco potrebbe influenzare gli equilibri di potere in Europa, rendendo ancora più complesso il percorso verso una maggiore integrazione fiscale.




